Nella Festa del Battesimo del Signore, il Papa Leone XIV ha presieduto questa domenica nella Cappella Sistina la Santa Messa durante la quale ha amministrato il sacramento del Battesimo a diversi bambini, in una celebrazione tradizionale che sottolinea il legame tra la manifestazione pubblica di Cristo e l’inizio della vita cristiana. La liturgia, celebrata alle 9:30 del mattino, ha riunito le famiglie dei battezzati in uno degli spazi più emblematici del Vaticano.
Nella sua omelia, il Pontefice ha evidenziato il significato teologico del Battesimo come partecipazione alla giustizia salvifica di Dio, ricordando che Cristo, sottomettendosi al battesimo di Giovanni, ha assunto pienamente la condizione umana per aprire a tutti il cammino del perdono e della comunione. Rivolgendosi in particolare ai genitori, Leone XIV ha sottolineato che la fede è un bene essenziale che non può essere rimandato, paragonandola al cibo e al vestiario necessari per la vita, e ha invitato le famiglie a custodire e trasmettere questo dono che incorpora i bambini nella grande famiglia della Chiesa.
Lasciamo qui di seguito l’omelia completa:
Cari fratelli e sorelle:
Quando il Signore entra nella storia, viene incontro alla vita di ciascuno con il cuore aperto e umile. Egli cerca il nostro sguardo con il suo, pieno d’amore, e dialoga con noi rivelandoci la Parola della salvezza. Fatto uomo, il Figlio di Dio apre a tutti una possibilità sorprendente, che inaugura un tempo nuovo e inaspettato persino per i profeti.
Giovanni il Battista se ne accorge subito e dice a Gesù: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e sei tu che vieni incontro a me!» (Mt 3,14). Come luce nelle tenebre, il Signore si lascia trovare là dove non lo aspettiamo: è il Santo tra i peccatori, che vuole abitare in mezzo a noi senza mantenere distanze, ma assumendo pienamente tutto ciò che è umano. «Ora lasciami fare questo», risponde Gesù a Giovanni, «perché conviene che così adempiamo ogni giustizia» (v. 15). A quale giustizia si riferisce? A quella di Dio, che nel battesimo di Gesù opera la nostra giustificazione: nella sua infinita misericordia, il Padre ci rende giusti per mezzo del suo Cristo, l’unico Salvatore di tutti. Come avviene questo? Colui che è battezzato da Giovanni nel Giordano fa di questo gesto un segno nuovo di morte e resurrezione, di perdono e di comunione. Questo è il sacramento che celebriamo oggi per i vostri bambini; che Dio li ami, e diventino cristiani, nostri fratelli e sorelle.
I figli che ora avete in braccio diventano creature nuove. Così come da voi, loro genitori, hanno ricevuto la vita, ora ricevono anche il senso per viverla: la fede. Quando sappiamo che un bene è essenziale, lo cerchiamo subito per coloro che amiamo. Chi di noi, infatti, lascerebbe i neonati senza vestiti o senza cibo, aspettando che da grandi scelgano come vestirsi e cosa mangiare? Cari fratelli, se il cibo e il vestiario sono necessari per vivere, la fede è più che necessaria, perché con Dio la vita trova la salvezza.
L’amore provvidente di Dio si manifesta sulla terra attraverso di voi, mamme e papà, che chiedete la fede per i vostri figli. Certamente, arriverà il giorno in cui saranno troppo pesanti da portare in braccio; e arriverà anche il giorno in cui saranno loro a sostenervi. Il Battesimo, che ci unisce nell’unica famiglia della Chiesa, santifichi in ogni momento tutte le vostre famiglie, concedendo forza e costanza all’affetto che vi unisce.
I gesti che tra poco realizzeremo sono bellissimi testimonianze di ciò: l’acqua della fonte è il bagno nello Spirito, che purifica da ogni peccato; la veste bianca è l’abito nuovo che Dio Padre ci concede per la festa eterna del suo Regno; la candela accesa dal cero pasquale è la luce di Cristo risorto, che illumina il nostro cammino. Vi auguro di continuare quel cammino, con gioia, lungo l’anno che è appena iniziato e per tutta la vita, sicuri che il Signore accompagnerà sempre i vostri passi.
