A mezzogiorno di questa domenica, 11 gennaio, il Papa Leone XIV ha presieduto la preghiera dell’Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico, in Piazza San Pietro, nell’ambito della Festa del Battesimo del Signore, che segna l’inizio del Tempo Ordinario nel calendario liturgico. Davanti ai fedeli e ai pellegrini riuniti, il Pontefice ha offerto una riflessione centrata sul significato del Battesimo come fondamento della vita cristiana e della missione della Chiesa.
Nelle sue parole, Leone XIV ha sottolineato che il Battesimo non è un gesto simbolico, ma un avvenimento reale di salvezza per il quale l’uomo è liberato dal peccato e fatto figlio di Dio dall’azione dello Spirito Santo. Ricordando l’episodio evangelico del Giordano, ha evidenziato la manifestazione della Santissima Trinità nel Battesimo di Gesù e ha indicato che Cristo, facendosi battezzare tra i peccatori, rivela la misericordia di Dio e la sua volontà di salvare, non di condannare. Il Papa ha infine esortato i fedeli a rinnovare la memoria del loro proprio Battesimo e a viverlo come luce nelle difficoltà, riconciliazione nei conflitti e porta di speranza per la vita eterna.
Lasciamo qui di seguito il messaggio di Leone XIV all’Angelus:
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
La festa del Battesimo di Gesù, che oggi celebriamo, dà inizio al Tempo Ordinario. Questo periodo dell’anno liturgico ci invita a seguire insieme il Signore, ad ascoltare la sua Parola e imitare i suoi gesti di amore verso il prossimo. In quel modo, confermiamo e rinnoviamo il nostro Battesimo, cioè il sacramento che ci fa cristiani, liberandoci dal peccato e trasformandoci in figli di Dio, per il potere del suo Spirito di vita.
Il Vangelo che oggi abbiamo ascoltato descrive come sorga questo segno efficace della grazia. Gesù, quando si fece battezzare da Giovanni nel fiume Giordano, «vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui» (Mt 3,16). Allo stesso tempo, dai cieli aperti si udì la voce del Padre che diceva: «Questi è il mio Figlio molto amato» (v. 17). Tutta la Trinità si rende presente nella storia: così come il Figlio discende nelle acque del Giordano, così lo Spirito Santo discende su di Lui e ci è dato come forza di salvezza per mezzo suo.
Cari fratelli, Dio non guarda il mondo da lontano, ai margini della nostra vita, delle nostre afflizioni e delle nostre speranze. Egli viene in mezzo a noi con la sapienza del suo Verbo fatto carne, rendendoci parte di un sorprendente progetto di amore per tutta l’umanità.
È per questo che Giovanni il Battista, pieno di stupore, chiese a Gesù: «E tu vieni da me?» (v. 14). Sì, nella sua santità il Signore si fa battezzare come tutti i peccatori, per rivelare l’infinita misericordia di Dio. Il Figlio unigenito, in cui siamo fratelli e sorelle, viene, in effetti, per servire e non per dominare, per salvare e non per condannare. Egli è il Cristo redentore; prende su di sé ciò che è nostro, incluso il peccato, e ci dà ciò che è suo, cioè la grazia di una vita nuova ed eterna.
Il sacramento del Battesimo realizza questo avvenimento in ogni tempo e luogo, introducendoci ciascuno di noi nella Chiesa, che è il popolo di Dio, formato da uomini e donne di ogni nazione e cultura, rigenerati dal suo Spirito. Dedichiamo allora questo giorno a fare memoria del grande dono ricevuto, impegnandoci a testimoniandolo con gioia e coerenza. Proprio oggi ho battezzato alcuni bambini, che sono diventati i nostri nuovi fratelli e sorelle nella fede. Quanto è bello celebrare come unica famiglia l’amore di Dio, che ci chiama per nome e ci libera dal male. Il primo dei sacramenti è un segno sacro, che ci accompagna per sempre. Nelle ore oscure, il Battesimo è luce; nei conflitti della vita, il Battesimo è riconciliazione; nell’ora della morte, il Battesimo è la porta del cielo.
Preghiamo insieme alla Vergine Maria, chiedendole di sostenere ogni giorno la nostra fede e la missione della Chiesa.
