Il cardinale nicaraguense assente dal concistoro a Roma

Mancanza di invito o impossibilità di uscire dal paese?

Il cardinale nicaraguense assente dal concistoro a Roma

Il cardinale Leopoldo José Brenes, arcivescovo di Managua e unico cardinale residente in Nicaragua, non ha partecipato al Concistoro dei cardinali celebrato a Roma nei giorni 7 e 8 gennaio 2026. Sebbene egli stesso abbia dichiarato che non aveva “ricevuto invito” per partecipare, fonti ecclesiali indicano che il vero motivo potrebbe essere legato alle restrizioni imposte dal regime di Daniel Ortega in Nicaragua, che controlla la libertà di movimento dei vescovi del paese.

In un’intervista televisiva dopo una messa celebrata nella cattedrale di Managua, il cardinale Brenes ha affermato di non aver partecipato al concistoro perché non era stato invitato né aveva ricevuto alcuna comunicazione ufficiale che gli permettesse di viaggiare a Roma. “Ho controllato la mia email, il mio WhatsApp e le comunicazioni del Collegio Cardinalizio”, ha detto il porporato, in apparente spiegazione della sua assenza.

Ciononostante, fonti vicine alla Conferenza Episcopale di Nicaragua consultate da The Pillar hanno espresso che è improbabile che il cardinale non sia stato invitato al concistoro, indicando che tutti i cardinali in carica ricevono una convocazione formale per incontri di questo tipo. Piuttosto, secondo queste fonti, è più probabile che Brenes non sia riuscito a lasciare il paese a causa della pressione del regime sandinista o per timore di non poter rientrare se intraprendeva il viaggio.

Il contesto nicaraguense rafforza questa interpretazione. Il Nicaragua vive un clima di forte controllo statale sulla società e sulle organizzazioni religiose dalle proteste del 2018, quando il regime del presidente Daniel Ortega ha lanciato una repressione intensiva contro i leader della Chiesa e i fedeli cattolici, che ha incluso prigioni, esili forzati e sorveglianza costante sul clero.

Secondo alcuni osservatori ecclesiali, Brenes avrebbe optato per rimanere a Managua anche per una miscela di fattori personali e politici: paura di non poter tornare nel paese e preoccupazione per la situazione interna della Chiesa locale, di fronte a un regime che ha costretto all’esilio diversi vescovi, incluso il suo ausiliare, il vescovo Silvio Báez, il cui destino attuale è fuori dal Nicaragua.

Altre fonti indicano che, sebbene tutte le inviti siano stati emessi dalla Santa Sede, Brenes potrebbe aver evitato di chiarire pubblicamente i veri motivi della sua assenza, forse per non esporre la delicata situazione della Chiesa nicaraguense sotto il governo Ortega-Murillo o evitare uno scontro aperto con le autorità civili.

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