Vangelo del giorno 7 gennaio 2026 – Marco 6, 45-52

Prima Lettura

Lettura della prima lettera dell’apostolo san Giovanni

1 Giovanni 4, 11-18

Cari figli: se Dio ci ha amati tanto, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; ma se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e il suo amore in noi è perfetto.

Da questo conosciamo che rimaniamo in lui, e lui in noi: in quanto ci ha dato il suo Spirito. Noi abbiamo visto e ne diamo testimonianza, che il Padre ha mandato il suo Figlio come Salvatore del mondo. Chi confessa che Gesù è Figlio di Dio, rimane in Dio e Dio in lui.

Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi e abbiamo creduto in quell’amore. Dio è amore, e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio in lui. In questo l’amore di Dio raggiunge la perfezione in noi: nel fatto che attendiamo con tranquillità il giorno del giudizio, perché viviamo in questo mondo nello stesso modo in cui visse Gesù Cristo.

Nell’amore non c’è timore. Al contrario, l’amore perfetto esclude il timore, perché chi teme considera il castigo, e chi teme non ha raggiunto la perfezione dell’amore.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Matteo

Marco 6, 45-52

In quel tempo, dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a dirigersi verso Betsaida, mentre lui congedava la folla. Dopo averli congedati, si ritirò sul monte a pregare.

Venuta la notte, la barca era in mezzo al lago e Gesù, solo, sulla terraferma. Vedendo le difficoltà con cui procedevano, poiché il vento era contrario, andò verso di loro camminando sull’acqua, poco prima dell’alba, e sembrava che volesse passare oltre.

Vedendolo camminare sull’acqua, credettero che fosse un fantasma e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano spaventati. Ma egli parlò loro subito e disse: «Coraggio! Sono io; non temete». Salì sulla barca con loro e il vento si calmò. Tutti erano pieni di stupore e non avevano capito l’episodio dei pani, perché avevano la mente ottusa.

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