Granada ricorda la Presa e la fine della Reconquista

Granada ricorda la Presa e la fine della Reconquista
Foto: Ayto.Granada

Granada ha commemorato uno degli eventi decisivi della sua storia: l’ingresso dei Re Cattolici in città nel 1492, un fatto che pose fine al Regno nazarí e chiuse definitivamente il lungo processo della Reconquista iniziato secoli prima. Più di cinquecento anni dopo, la capitale granadina mantiene viva una tradizione che combina memoria storica, solennità istituzionale e atto religioso.

La data rimanda al 2 gennaio 1492, quando Isabella I di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona ricevettero le chiavi della città dopo la capitolazione di Boabdil, ultimo emiro nazarí. Quel giorno segnò non solo un cambiamento politico, ma anche il ristabilimento definitivo della Spagna cristiana dopo quasi otto secoli di presenza islamica nella Penisola Iberica. Da allora, la città ricorda annualmente la Presa come un momento fondazionale della sua identità storica.

Inizio degli atti ufficiali

Secondo quanto riportato dal quotidiano Granada Hoy, gli atti sono iniziati a metà mattina nella Plaza del Carmen, di fronte al Ayuntamiento, con l’arrivo dei consiglieri di tutti i gruppi municipali. Alle 11:20, la sindaca di Granada, Marifrán Carazo, ha ricevuto il tenente generale del Comando Addestramento e Dottrina (Madoc), José Manuel de la Esperanza. Entrambi hanno passato in rivista la formazione militare, dando inizio formale alla giornata commemorativa.

Foto: Ayto.Granada

In questo 534º anniversario, la presenza della Legione è tornata a essere uno degli elementi più destacati dell’atto. Più di mezzo centinaio di legionari hanno partecipato alla cerimonia, appartenenti a una sezione della Brigata Re Alfonso XIII 2º, con base a Viator (Almería), insieme a effettivi della VII Bandera Valenzuela del Tercio Don Juan de Austria. A ciò si è aggiunto lo spostamento di una banda di guerra e un’unità musicale, rafforzando il carattere solenne dell’evento.

Foto: Ayto.Granada

Il corteo verso la Cappella Reale

Dopo l’atto iniziale, alle 11:40, il corteo ufficiale è partito dalla Plaza del Carmen verso la Cappella Reale, seguendo il percorso tradizionale per le strade Reyes Católicos, Gran Vía e Oficios. L’itinerario non è casuale: riproduce simbolicamente il cammino verso il cuore storico e spirituale della città.

Alle 12:00 è iniziata l’Eucaristia nella Cattedrale, uno dei momenti centrali della commemorazione. La celebrazione ha avuto luogo nell’ambiente della Cappella Reale, dove riposano i resti mortali di Isabella e Ferdinando, protagonisti diretti della Presa di Granada e figure chiave nella chiusura della Reconquista.

Foto: Ayto.Granada

Il gesto più simbolico della giornata

Terminata la messa, alle 13:10, il Cabildo Catedralicio, il Cabildo della Cappella Reale e la Corporazione Municipale sono entrati nell’Aula Regia. Lì ha avuto luogo uno dei gesti più carichi di simbolismo della giornata: la solenne sventolata dell’Insegna Reale di fronte alle tombe dei Re Cattolici.

L’atto si è completato con un’offerta floreale, consistente nella collocazione di una corona di alloro e un mazzo di fiori accanto ai sepolcri, come omaggio istituzionale ai monarchi che hanno culminato il recupero della città per la Corona e la Cristianità.

Ritorno al Ayuntamiento e chiusura della commemorazione

Successivamente, alle 13:20, il corteo ha intrapreso il ritorno alla Plaza del Carmen seguendo lo stesso percorso. Già alle porte dell’Ayuntamiento, la Banda Municipale ha interpretato l’inno di Granada e l’inno dell’Andalusia, seguiti dall’inno di Spagna a cura della Banda Militare.

L’atto si è concluso dal balcone principale del Consistorio, dove la consigliera incaricata di portare l’Insegna Reale l’ha sventolata in tre occasioni. La cerimonia si è chiusa, come da tradizione, con il noto grido di “Granada, ¿qué?”, risposto dai presenti, ponendo fine a una giornata carica di storia.

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