León XIV concede la dispensa a Lute e lascia le vittime di Chiclayo senza indagine né processo

León XIV concede la dispensa a Lute e lascia le vittime di Chiclayo senza indagine né processo
Monseñor Robert Prevost con Padre «Lute», en Ciudad Eten visitando al Divino Niño del Milagro - Fuente: Facebook @ChiclayoHonesto

Dura e incomprensibile svolta nel caso Lute. Secondo quanto rivelato dai media locali di Chiclayo, le vittime del sacerdote Eleuterio Vásquez —noto come “Lute”— sono state convocate di persona senza che il loro avvocato fosse preventivamente informato perché Gambaro (l’istruttore del caso) aveva ricevuto ordini di consegnare loro personalmente una comunicazione molto importante.

Quello che si aspettavano fosse una lettera del Papa con delle scuse e una via per incanalare la loro situazione si è trasformato in una scena impropria della serietà di un processo canonico: un messaggero ecclesiale anonimo ha consegnato loro un foglio sporco e piegato, senza busta, senza sigillo ufficiale né numero di fascicolo, alla vista di tutti. Su quel foglio, redatto senza formalità e con un livello improprio della gravità del caso, si comunicava che il Papa aveva concesso la grazia della dispensa dallo stato clericale al loro abusatore.

Il colpo per le vittime è devastante. Il mese scorso di settembre avevano espressamente richiesto che, per giustizia, non si concedesse alcuna dispensa fino a quando non si fosse condotta un’indagine adeguata e emessa una sentenza. Tuttavia, il Papa ha ignorato questa richiesta: la dispensa è stata emessa lo stesso mese e comunicata solo pochi giorni fa, confermando che non è mai stata rettificata nonostante le rimostranze di coloro che hanno denunciato gli abusi.

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Per quattro anni, le vittime si sono esposte pubblicamente con un enorme sacrificio personale, affrontando persino le critiche da parte di una comunità che aveva idealizzato l’abusatore. Fin prima del Conclave sono state messe in discussione sui media, in mezzo a una presunta cospirazione politica dimenticando il loro dolore. Oggi ricevono una porta in faccia che culmina un processo pieno di irregolarità e omissioni. La dispensa arriva senza indagine, senza chiarimento dei fatti, senza verità. Semplicemente si concede la grazia della dispensa al sacerdote, richiesta per evitare un’indagine esaustiva in cui potrebbero emergere molti altri abusi (ricordiamo che portava le vittime in una residenza di un villaggio e che ci sono testimoni che confermano che ha portato più bambini) e si chiude il fascicolo, come se non fosse successo nulla.

Questa procedura, manifestamente anomala, rappresenta un assoluto disastro. Secondo quanto ha potuto sapere Infovaticana, il team legale che accompagna le vittime avvierà in modo imminente una serie di azioni presso tutte le istanze possibili per denunciare questo oltraggio alla ragione e a qualsiasi nozione di giustizia.

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