Il conduttore di ABC News, Gio Benitez, noto pubblicamente per vivere in una relazione omosessuale, ha annunciato sui social media che si è pienamente incorporato nella Chiesa cattolica. La conferma ha avuto luogo nella Church of St. Paul the Apostle, a Manhattan, comunità nota per il suo approccio apertamente inclusivo e per promuovere posizioni teologiche controverse all’interno del cattolicesimo statunitense.
Benitez ha spiegato che la sua decisione è stata “ispirata dal Papa Francesco” —che ha chiamato “il papa defunto”, in un errore notevole— e ha espresso la sua “profonda gratitudine” a diversi sacerdoti che lo hanno accompagnato nel processo: Eric Andrews, James Martin, Paul Rospond e Chris Lawton. Tutti loro sono stati collegati a posizioni progressiste in materia morale e pastorale, specialmente riguardo all’omosessualità.
Il dettaglio più controverso della cerimonia è stato che il suo partner, Tommy DiDario, ha agito come padrino nel sacramento della conferma. Benitez ha ringraziato pubblicamente il suo sostegno
Ricevere il sacramento della conferma
Secondo l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica, il sacramento della Confermazione richiede una disposizione spirituale seria e conforme alla vita cristiana. Nel suo n. 1310, la Chiesa ricorda che chi sta per essere confermato deve trovarsi in stato di grazia, ricorrendo previamente al sacramento della Penitenza per ricevere “con docilità e disponibilità” il dono dello Spirito Santo. E nel n. 1311 stabilisce che il padrino o la madrina —preferibilmente lo stesso del Battesimo, per sottolineare l’unità di entrambi i sacramenti— deve fornire aiuto spirituale autentico, essendo modello di fede e di vita cristiana (cf. CIC can. 893). Queste norme non sono meri formalismi: esprimono la verità che la Confermazione richiede coerenza morale e fedeltà al Vangelo, sia da parte del candidato che da parte di chi lo accompagna.
Una parrocchia «LGBT Friendly»
La parrocchia di St. Paul the Apostle, diretta dai Paulisti, trascina inoltre diverse controversie che negli ultimi anni hanno suscitato preoccupazione tra fedeli e analisti cattolici. Il suo ministero LGBT, Out at St. Paul, si presenta pubblicamente come uno spazio di affermazione di identità e relazioni che eccede il quadro dell’insegnamento morale cattolico, ed è stato indicato per promuovere un linguaggio e pratiche pastorali contrarie alla castità e all’antropologia cristiana.
A questo si aggiunge l’esposizione nel 2023 della mostra “God is Trans: A Queer Spiritual Journey”, installata all’interno della stessa chiesa e oggetto di indagine da parte dell’arcidiocesi di New York, dopo denunce che presentava una visione di Dio incompatibile con la fede cattolica. Questi episodi hanno alimentato l’impressione che la parrocchia operi al confine —e talvolta al di fuori— della dottrina, diventando referente di una pastorale parallela che mette apertamente in discussione la morale sessuale della Chiesa.
