Italia: Mons. Savino, vicepresidente della CEI, difende apertamente le relazioni omosessuali

Italia: Mons. Savino, vicepresidente della CEI, difende apertamente le relazioni omosessuali

Il vescovo Francesco Savino, titolare della diocesi di Cassano all’Jonio e attuale vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha dichiarato in un’intervista che considera “sbagliato” negare alle persone omosessuali la possibilità di vivere l’amore anche sul piano sessuale. Le sue parole, pubblicate dal mezzo italiano DirittoDiCronaca.it e riprese da The Catholic Herald, hanno provocato ampia controversia tra i fedeli.

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“Le persone in relazioni dello stesso sesso non devono essere private dell’opportunità di essere amate e di amare, anche a un livello intimo, sessuale, perché negarglielo, negare loro quel diritto, ripeto, è semplicemente errato”, ha affermato il prelato di 70 anni. Savino ha aggiunto che la Chiesa deve “restaurare la dignità a tutti, specialmente a coloro a cui è stata negata”.

Un vescovo vicino all’attivismo LGBT

Monsignor Savino è noto per la sua vicinanza ai collettivi LGBT. Il 6 settembre scorso ha celebrato una Messa per pellegrini cattolici LGBT nella Chiesa del Gesù, a Roma, nell’ambito delle attività del Jubileo de la Esperanza 2025. La celebrazione, organizzata dall’associazione laicale Tenda di Gionata, ha riunito più di mille persone di vari paesi. Tra i concelebranti figuravano una trentina di sacerdoti, tra cui il gesuita statunitense James Martin, noto per il suo attivismo a favore della normalizzazione dell’omosessualità all’interno della Chiesa.

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Secondo The Catholic Herald, il papa Francesco avrebbe incoraggiato il vescovo Savino a partecipare a questa Messa giubilare con le parole: “Vai e celebra il Giubileo organizzato da Tenda di Gionata e dagli altri gruppi che lavorano con questi fratelli e sorelle”. Durante l’omelia, Savino ha insistito sul fatto che “Dio ama ogni persona con un amore unico e irripetibile, un amore incondizionato” e ha incoraggiato i partecipanti a uscire “più gioiosi e speranzati che mai”.

Percorso e profilo del prelato

Nato il 13 novembre 1954 a Bitonto, vicino a Bari, Francesco Savino è stato ordinato sacerdote nel 1978. Ha frequentato studi nel Seminario Pontificio Regionale di Puglia e ha ottenuto titoli in teologia e antropologia. Durante il suo ministero, ha combinato l’insegnamento e l’attenzione pastorale con progetti sociali e giovanili. È stato direttore di Caritas a Bitonto e, nel 1989, rettore della basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano.

Nel 2015 è stato nominato vescovo di Cassano all’Jonio dal papa Francesco. Da allora, si è distinto per il suo approccio pastorale su temi sociali, come la migrazione, la pace e la dignità della vita umana. Ha partecipato a visite umanitarie in luoghi come Odessa e il litorale calabrese dove è avvenuto un tragico naufragio di migranti.

Reazioni e dibattito in Italia

Le dichiarazioni di Savino hanno generato un intenso dibattito all’interno della comunità cattolica italiana. Mentre alcuni media progressisti hanno elogiato la sua “apertura pastorale”, diversi sacerdoti e teologi hanno espresso preoccupazione per ciò che considerano un’interpretazione personale che contraddice la morale rivelata. Alcuni fedeli hanno ricordato che “l’amore cristiano non si misura dal desiderio, ma dalla verità del Vangelo”.

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Al momento, la Conferenza Episcopale non ha emesso un pronunciamento ufficiale sulle parole del suo vicepresidente, sebbene dopo il documento «Fermento di pace e speranza«, sia più facile vedere da che parte si dirige la visione della CEI.

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