Il Papa ha ricevuto la delegazione del Libano nella solennità di Maria Regina della Terra Santa

Il Papa ha ricevuto la delegazione del Libano nella solennità di Maria Regina della Terra Santa

Il passato sabato 25 ottobre 2025, il Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata nel Palazzo Apostolico del Vaticano il primo ministro del Libano, Nawaf Salam, e il vice primo ministro, Tarek Mitri, in una visita ufficiale incentrata sulla situazione politica, sociale e religiosa del paese e sulla stabilità del Medio Oriente.

La giornata ha avuto inoltre un forte significato spirituale: lo stesso giorno la Chiesa celebrava la solennità della Vergine Maria Regina di Palestina e Terra Santa, advocazione che invita a pregare per la pace nella regione e la protezione dei popoli che la abitano.

Una riunione di alto livello in clima di rispetto reciproco

L’incontro si è svolto in un ambiente di cordialità diplomatica e fiducia reciproca. Secondo quanto riferito dall’Ufficio Stampa della Santa Sede, dopo l’udienza privata con il Santo Padre, i dirigenti libanesi hanno intrattenuto una conversazione con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, e con monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante le conversazioni è stato sottolineato il buon livello delle relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Libano, paese che la Chiesa ha sempre considerato un punto d’incontro tra Oriente e Occidente, tra cristiani e musulmani. Entrambe le parti hanno espresso il desiderio comune di promuovere il dialogo nazionale, la convivenza religiosa e la ricostruzione economica del paese, profondamente colpito dalla crisi finanziaria e dall’instabilità politica.

Il Libano, cuore cristiano d’Oriente

Il Libano, dove i cristiani costituiscono ancora circa il 30 % della popolazione, è considerato dalla Santa Sede un pilastro del cristianesimo in Medio Oriente. Negli ultimi anni, la crisi economica, la corruzione istituzionale e le tensioni regionali hanno indebolito la coesione nazionale, provocando l’emigrazione di migliaia di famiglie cristiane.

Durante l’udienza, il Papa Leone XIV ha riaffermato la sua vicinanza al popolo libanese, esortando i responsabili politici ad agire con coraggio e senso del bene comune per preservare il carattere unico del paese. Il Pontefice ha ribadito che “il Libano non è solo un paese, ma un messaggio di convivenza e speranza per tutto il Medio Oriente”.

Un gesto di vicinanza: l’annuncio del viaggio papale

Durante l’incontro, è stato confermato ufficialmente che il Papa Leone XIV realizzerà un viaggio apostolico in Libano dal 30 novembre al 2 dicembre 2025, con l’obiettivo di “portare un messaggio di pace, speranza e unità” a tutte le comunità del paese. La visita si inquadra nel Giubileo 2025 e sarà la prima di un Pontefice nel paese dalla visita di Francesco nel 2019.

Fonti diplomatiche vaticane indicano che questo viaggio mira a riaffermare il ruolo del Libano come modello di convivenza religiosa e culturale, in mezzo a una regione segnata da conflitti prolungati e spostamenti forzati.

La Vergine Maria, Regina di Palestina e Terra Santa

Il 25 ottobre, giorno dell’udienza, ha coinciso con la solennità della Vergine Maria Regina di Palestina e Terra Santa, istituita nel 1927 dal patriarca latino di Gerusalemme e approvata dal papa Pio XI nel 1933. La festività ricorda la protezione materna della Vergine su tutti i popoli del Medio Oriente ed è una giornata di preghiera per la pace nella regione.

In questo contesto spirituale, l’incontro del Papa con i leader libanesi ha avuto anche una dimensione profetica: riaffermare che la diplomazia vaticana non si limita a quella politica, ma è radicata nella fede e nella ricerca di una pace fondata sul Vangelo.

Un messaggio di speranza per il Medio Oriente

Al termine dell’udienza, il Vaticano ha evidenziato l’impegno comune per la pace, la giustizia e la convivenza tra religioni. Il Papa ha reiterato la sua preghiera per il Libano e ha chiesto ai cristiani del mondo di non dimenticare le comunità orientali, “testimoni di una fede che ha resistito a persecuzioni, guerre e povertà”.

L’udienza del 25 ottobre si iscrive in una lunga tradizione di attenzione costante del Papa verso il Medio Oriente, e in particolare verso il Libano, paese che il Vaticano continua a considerare chiave per il futuro del cristianesimo nella regione.

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