Dopo due anni di interruzione, la Messa Pontificale secondo il rito romano tradizionale è tornata a essere celebrata questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro, presso l’Altare della Cattedra, situato nell’abside e secondo per importanza nel tempio vaticano. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Raymond Leo Burke e ha riunito più di 2.500 fedeli e pellegrini da tutto il mondo, nell’ambito del pellegrinaggio annuale Summorum Pontificum ad Petri Sedem.
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L’altare dell’abside ha accolto una liturgia con il cerimoniale proprio del Misal de 1962, segnata dal silenzio, dalla processione solenne e dal canto sacro. Ha colpito l’attenzione la numerosa presenza di sacerdoti e seminaristi giovani, insieme a religiosi e laici che hanno affollato lo spazio predisposto per la celebrazione.
Il ritorno di questa Messa a San Pietro avviene dopo due anni senza autorizzazione e in un contesto di insicurezza per il rito tradizionale, con restrizioni e proibizioni in diverse diocesi —specialmente negli Stati Uniti— che molti considerano una politica coordinata per limitarne l’uso. Fino ad ora, non c’è un pronunciamento esplicito del Papa sulla continuità o possibile modifica di Traditionis Custodes.
Nella sua omelia, il cardinale Burke ha reso grazie a Dio per i frutti spirituali del Summorum Pontificum, ricordando che questa forma venerabile del rito romano ha condotto molti alla fede e ha approfondito la vita spirituale di coloro che ne hanno scoperto la bellezza e la disciplina. “Attraverso Summorum Pontificum, la Chiesa è maturata in un amore più profondo per il grande dono della Sacra Liturgia, trasmessa dalla Tradizione Apostolica in linea ininterrotta dagli Apostoli”, ha affermato il porporato.
Un momento significativo è stata la partecipazione del cardinale Ernest Simoni, di 97 anni, sopravvissuto alla persecuzione comunista in Albania, che ha elevato la preghiera a San Michele Arcangelo istituita da Leone XIII.
La celebrazione ha lasciato una sensazione di gratitudine e speranza tra i pellegrini. Per molti, la Messa di oggi è stata un segno di continuità in mezzo all’incertezza, un’affermazione silenziosa di fedeltà alla liturgia che ha nutrito la fede della Chiesa per secoli.
