Il Papa Leone XIV è stato interrogato martedì dai giornalisti riguardo alla decisione del presidente Donald Trump di inviare 400 effettivi della Guardia Nazionale a Chicago. La risposta del Pontefice è stata breve e chiara:
«Preferisco non commentare per il momento le decisioni politiche prese all’interno degli Stati Uniti. Grazie mille».
Un contrasto con la polemica recente
La dichiarazione non è passata inosservata. Arriva appena pochi giorni dopo la controversia suscitata dalle parole del Papa nel giustificare il fatto che il cardinale Blase Cupich avesse premiato il senatore Dick Durbin, uno dei politici più radicalmente favorevoli all’aborto nel Congresso statunitense. In quell’occasione, Leone XIV ha chiesto di valutare i suoi “40 anni di servizio agli Stati Uniti”, il che ha generato critiche tra fedeli e analisti per il rischio di dare legittimità a un legislatore che ha promosso sistematicamente leggi contrarie alla vita e alla dignità umana.
Il contrasto tra entrambe le interventi è evidente: se prima il Papa ha optato per giustificare un gesto politico altamente discutibile, ora sceglie di mantenere il silenzio e rifiutare qualsiasi commento sulle decisioni interne della politica statunitense.
Lo stile di comunicazione dei Papi
Sebbene breve, la dichiarazione ha attirato l’attenzione per la formula utilizzata. Il Santo Padre ha aggiunto un significativo “per il momento”, espressione che sembra già essersi convertita nel suo ricorso abituale per uscire da situazioni delicate senza chiudere del tutto la porta a future interventi.
L’episodio riflette un cambiamento di stile che può risultare salutare. Negli ultimi anni il pontificato è stato segnato da un’esposizione crescente davanti ai microfoni, con conferenze stampa improvvisate sugli aerei o dichiarazioni spontanee davanti a domande incisive dei giornalisti. Tuttavia, in molte occasioni questi interventi hanno generato confusione e polemiche che poco aiutano la missione della Chiesa.
La decisione di Leone XIV di non entrare in dibattiti politici interni di un paese specifico sembra una rettifica nella direzione corretta. La missione del Successore di Pietro è confermare nella fede, annunciare il Vangelo e orientare moralmente i cattolici, non entrare in discussioni congiunturali che dividono e possono essere strumentalizzate.
Una lezione di prudenza
La prudenza è una virtù necessaria in un mondo mediatico che distorce e amplifica tutto. Forse l’esperienza delle ultime settimane abbia fatto comprendere a Leone XIV che, più che dichiarazioni rapide, i Papi hanno bisogno di spazi di insegnamento sereno e documenti chiari, che non si vedano diluiti nell’immediatezza della notizia.
I cattolici si aspettano da Roma la parola ferma del Pastore universale, non opinioni sulla congiuntura politica degli Stati Uniti o di qualsiasi altro paese. In quel senso, il “no comment” di Leone XIV è già una notizia positiva: un gesto di prudenza che speriamo segni la rotta del suo pontificato nei rapporti con i media.
