El fine settimana scorso, 4 e 5 ottobre, più di 2.500 pellegrini hanno percorso i sentieri della Provenza nella seconda edizione del pèlerinage “Nosto Fe” —“La nostra fede” in lingua provenzale—, che unisce Cotignac al santuario della Sainte-Baume, dove si venerano le reliquie di Santa Maria Maddalena, patrona della regione. Lungo 40 chilometri e distribuiti in più di quaranta capitoli, i pellegrini hanno marciato tra bandiere provenzali, tamburi e canti, dando testimonianza pubblica di una fede che, lungi dall’estinguersi, mostra un nuovo vigore.

Una devozione mariana radicata nella storia della Francia
La peregrinazione ha culminato nel santuario di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, considerato il terzo sepolcro più importante della cristianità dopo il Santo Sepolcro di Gerusalemme e la tomba di San Pietro a Roma. Lì riposano, secondo la tradizione, i resti di Santa Maria Maddalena, che portò il Vangelo in Provenza insieme a Marta e Lazzaro. La messa di chiusura, celebrata da Mons. François Touvet, vescovo di Fréjus-Toulon, ha coinciso con l’anniversario della dedicazione della basilica ed è stata celebrata in rito tridentino, segno del desiderio di collocare la liturgia al centro della vita cristiana.
Tradizione e missione, unite nel cammino
Tra i capitoli partecipanti ha destacado quello dell’associazione SOS Chrétiens d’Orient, che ha voluto sottolineare il legame tra la fede nata in Oriente e il suo arrivo in Occidente attraverso la Provenza. “È importante essere qui, in questa porta d’ingresso del cristianesimo in Europa”, ha dichiarato Víctor, responsabile del gruppo. Il capitolo ha scelto come patrono San Giovanni Cassiano, monaco che nel V secolo portò la tradizione monastica orientale a Marsiglia, lasciando un’impronta profonda nella spiritualità francese.
Il presidente del peregrinaggio, Jean Rivière, ha spiegato che le iscrizioni hanno superato tutte le aspettative: “In un solo giorno abbiamo ricevuto 130 nuove richieste”. Rivière osserva come questo tipo di iniziative attragga anche persone lontane dalla Chiesa, che al contatto con la liturgia tradizionale e la comunità trovano un cammino di conversione personale.
Nosto Fe: un peregrinaggio con identità
Ispirato al celebre peregrinaggio di Notre-Dame de Chrétienté tra Parigi e Chartres, il “Nosto Fe” si propone di recuperare la fede dei padri radicata nella cultura provenzale. Lontano dal mero folclore, la processione ha incluso canti e danze tradizionali, ma sempre con la liturgia come asse centrale. La messa solenne e la devozione alla Maddalena hanno ricordato che la vera tradizione non è un ornamento culturale, ma un’eredità spirituale che si vive e si trasmette.

Un rinascimento dei sentieri di fede in Francia
L’ascesa del “Nosto Fe” si inserisce in un fenomeno più ampio: la rivitalizzazione dei peregrinaggi regionali in Francia, specialmente tra i giovani. Due settimane fa, i bretoni hanno camminato nel Feiz e Breizh; in parallelo ai provenzali, hanno marciato i normanni; e a metà ottobre saranno guasconi e baschi a riunirsi a Lourdes. Questo riscoperta della peregrinazione come prova di fede e di identità cattolica riflette un profondo anelito di autenticità e di incontro con Dio in comunità.
