Nell’Angelus di questa domenica, il Papa Leone XIV ha ricordato che nessuno deve essere costretto a migrare né sfruttato per la sua condizione di straniero, esprimendo al contempo la sua vicinanza alle vittime del terremoto nelle Filippine. Il Pontefice ha denunciato l’espansione dell’antisemitismo dopo l’attentato recente a Manchester, ha mostrato il suo dolore per la sofferenza a Gaza e ha esortato a intensificare la preghiera del Rosario in questo mese di ottobre per implorare il dono della pace in Medio Oriente.
Cari fratelli e sorelle:
Prima di pregare insieme l’Angelus, desidero salutare e ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questa celebrazione giubilare dedicata ai missionari e ai migranti. Siete voi buoni missionari perché siete venuti anche sotto la pioggia. Grazie. Tutta la Chiesa è missionaria, un grande popolo che si mette in cammino verso il Regno di Dio. È qualcosa che oggi ci hanno ricordato i fratelli e le sorelle missionari e migranti. Ma, nessuno deve essere obbligato a partire, né essere sfruttato o maltrattato a causa della sua necessità o per la sua condizione di straniero. Soprattutto, si deve preservare la dignità umana.
Saluto tutti i pellegrini presenti, in particolare quelli della Diocesi di Pavia, guidati dal loro vescovo, come anche i fedeli, tra i quali vi sono alcuni giovani di Betlemme, che portano la statua della Vergine della Rivelazione.
Nella serata di martedì 30 settembre, un forte terremoto ha colpito la regione centrale delle Filippine, in particolare la provincia di Cebu e altre isole vicine. Esprimo la mia vicinanza al caro popolo filippino, in particolare prego per coloro che stanno subendo con maggiore durezza gli effetti del terremoto. In ogni pericolo, restiamo uniti e solidali, confidando sempre in Dio e nell’intercessione della sua Madre.
Esprimo la mia preoccupazione per la proliferazione dell’odio antisemita nel mondo, come purtroppo si è visto nell’attentato terroristico a Manchester, perpetrato pochi giorni fa. L’enorme sofferenza del popolo palestinese a Gaza continua a causarmi dolore.
In queste ultime ore, nella drammatica situazione del Medio Oriente, si stanno compiendo alcuni passi significativi per far progredire le trattative di pace, che spero possano quanto prima raggiungere i risultati attesi. Chiedo a tutti i responsabili l’impegno per continuare su questa strada, con il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Al tempo stesso esorto tutti a rimanere uniti nella preghiera, affinché gli sforzi che si stanno compiendo possano porre fine alla guerra e condurci verso una pace giusta e duratura.
Ci uniamo spiritualmente a tutti coloro che si sono riuniti nel Santuario di Pompei per la Supplica alla Vergine del Rosario. In questo mese di ottobre, contemplando con Maria i misteri di Cristo Salvatore, intensifichiamo la nostra preghiera per la pace: una preghiera che si fa solidarietà concreta con le popolazioni devastate dalla guerra. Grazie ai numerosissimi bambini che in tutto il mondo si sono impegnati a recitare il Rosario per questa intenzione. Grazie di cuore.
Angelus Domini…