Vicini: “Questo si è trasformato in una anarco-chiesa”
Secondo il reportage di El Mundo del 30 de septiembre de 2025, i residenti parlano di litigi quotidiani, spaccio di droga, furti, minacce e scene sessuali in piena via pubblica. Alcuni vicini, che preferiscono l’anonimato per timore di ritorsioni, assicurano di essere stati rimproverati o addirittura minacciati con armi bianche. “Questo non è una chiesa, ma un’anarco-chiesa”, ha dichiarato il portiere di un palazzo allo stesso quotidiano.
Il presidente dell’Associazione dei Vicini di Chueca, Esteban Nieto, ha spiegato a El Mundo che il servizio genera un “effetto richiamo” che aggrava la situazione, poiché molte delle persone assistite soffrono di dipendenza da droga o disturbi psichiatrici senza avere un’attenzione specializzata. “Questo non è un progetto di aiuto; è un focolaio di problemi”, ha lamentato.
Il Padre Ángel: “Non è la giungla, bisogna coccolarli”
Il sacerdote ha difeso il suo lavoro in dichiarazioni, assicurando che la parrocchia è “una bonaccia” e che i poveri “sono dei santi”. Ha ammesso, tuttavia, che possono esserci incidenti puntuali, ma “come in qualsiasi quartiere di Madrid”. Un giorno dopo, intervistato di nuovo dallo stesso quotidiano, ha precisato: “Qui non ci sono spari né coltellate”.
Secondo le sue cifre, tra 300 e 400 persone si recano ogni giorno per caffè e panini, molti derivati da Croce Rossa, Samur Social o lo stesso Ayuntamiento. “La povertà si è triplicata. Se prima davamo 150 colazioni, ora sono 300”, ha dichiarato.
La soluzione improvvisata: eliminare i pasti di mezzogiorno
La polemica, che è esplosa dopo le denunce pubblicate da El Mundo, ha costretto il sacerdote a reagire con misure immediate. Come ha confermato lui stesso un giorno dopo, ha deciso di sopprimere la distribuzione dei pasti di mezzogiorno e di consegnare il panino insieme alla colazione. L’idea è evitare che le persone rimangano nell’ambiente di calle Hortaleza per più ore e ridurre i conflitti.
Lo stesso giorno, si è intensificata la pulizia dell’ambiente intorno alla parrocchia e si è avvertito gli utenti che non potevano rimanere alla porta dopo aver ricevuto la colazione, sotto pena di perdere il caffè di metà mattina.
Ayuntamiento e Arcidiocesi, nel mirino
I vicini esigono che sia l’Ayuntamiento de Madrid che l’Arzobispado smettano di “lavarsi le mani” e prendano misure. Considerano che la parrocchia stia violando normative urbanistiche e di conservazione patrimoniale, poiché il tempio è protetto come Bene di Interesse Culturale ma è stato alterato con dispense, mense improvvisate e persino televisori.
Il vescovo ausiliario Vicente Martín si è riunito il 18 settembre con i residenti, mostrando il suo desiderio di comprensione, ma l’arcidiocesi mantiene che la gestione di San Antón spetta al Padre Ángel.
Una soluzione provvisoria con interrogativi
La soppressione dei pasti mira a calmare gli animi del vicinato, ma non risolve il problema di fondo: la mancanza di un’attenzione professionale e strutturata per persone che, in molti casi, soffrono di gravi dipendenze e malattie mentali. Il Padre Ángel insiste sul fatto che non chiuderà le porte di San Antón. I vicini, dal canto loro, temono che la misura sia insufficiente e reclamano una risposta ferma dalle autorità civili e ecclesiastiche.
