Vicini di Chueca denunciano caos a San Antón: droga e risse nella parrocchia del Padre Ángel

Vicini di Chueca denunciano caos a San Antón: droga e risse nella parrocchia del Padre Ángel
Il sacerdote asturiano Ángel García Rodríguez, noto come il Padre Ángel, ha fondato nel 1962 l’ONG Mensajeros de la Paz e da allora ha goduto di grande proiezione mediatica in Spagna per le sue iniziative solidali. Nel 2015 ha ricevuto dal cardinale arcivescovo Carlos Osoro la concessione della iglesia de San Antón, in calle Hortaleza, per trasformarla in un tempio “con le porte aperte” ai poveri, ispirandosi all’appello del Papa Francesco. Il progetto offriva colazioni, cibo, wifi, vestiti e accompagnamento psicologico alle persone senza fissa dimora. Tuttavia, dopo un decennio, vicini e commercianti del quartiere di Chueca denunciano che l’ambiente intorno alla parrocchia si è trasformato in un focolaio di criminalità e insicurezza.

Vicini: “Questo si è trasformato in una anarco-chiesa”

Secondo il reportage di El Mundo del 30 de septiembre de 2025, i residenti parlano di litigi quotidiani, spaccio di droga, furti, minacce e scene sessuali in piena via pubblica. Alcuni vicini, che preferiscono l’anonimato per timore di ritorsioni, assicurano di essere stati rimproverati o addirittura minacciati con armi bianche. “Questo non è una chiesa, ma un’anarco-chiesa”, ha dichiarato il portiere di un palazzo allo stesso quotidiano.

Il presidente dell’Associazione dei Vicini di Chueca, Esteban Nieto, ha spiegato a El Mundo che il servizio genera un “effetto richiamo” che aggrava la situazione, poiché molte delle persone assistite soffrono di dipendenza da droga o disturbi psichiatrici senza avere un’attenzione specializzata. “Questo non è un progetto di aiuto; è un focolaio di problemi”, ha lamentato.

Il Padre Ángel: “Non è la giungla, bisogna coccolarli”

Il sacerdote ha difeso il suo lavoro in dichiarazioni, assicurando che la parrocchia è “una bonaccia” e che i poveri “sono dei santi”. Ha ammesso, tuttavia, che possono esserci incidenti puntuali, ma “come in qualsiasi quartiere di Madrid”. Un giorno dopo, intervistato di nuovo dallo stesso quotidiano, ha precisato: “Qui non ci sono spari né coltellate”.

Secondo le sue cifre, tra 300 e 400 persone si recano ogni giorno per caffè e panini, molti derivati da Croce Rossa, Samur Social o lo stesso Ayuntamiento. “La povertà si è triplicata. Se prima davamo 150 colazioni, ora sono 300”, ha dichiarato.

La soluzione improvvisata: eliminare i pasti di mezzogiorno

La polemica, che è esplosa dopo le denunce pubblicate da El Mundo, ha costretto il sacerdote a reagire con misure immediate. Come ha confermato lui stesso un giorno dopo, ha deciso di sopprimere la distribuzione dei pasti di mezzogiorno e di consegnare il panino insieme alla colazione. L’idea è evitare che le persone rimangano nell’ambiente di calle Hortaleza per più ore e ridurre i conflitti.

Lo stesso giorno, si è intensificata la pulizia dell’ambiente intorno alla parrocchia e si è avvertito gli utenti che non potevano rimanere alla porta dopo aver ricevuto la colazione, sotto pena di perdere il caffè di metà mattina.

Ayuntamiento e Arcidiocesi, nel mirino

I vicini esigono che sia l’Ayuntamiento de Madrid che l’Arzobispado smettano di “lavarsi le mani” e prendano misure. Considerano che la parrocchia stia violando normative urbanistiche e di conservazione patrimoniale, poiché il tempio è protetto come Bene di Interesse Culturale ma è stato alterato con dispense, mense improvvisate e persino televisori.

Il vescovo ausiliario Vicente Martín si è riunito il 18 settembre con i residenti, mostrando il suo desiderio di comprensione, ma l’arcidiocesi mantiene che la gestione di San Antón spetta al Padre Ángel.

Una soluzione provvisoria con interrogativi

La soppressione dei pasti mira a calmare gli animi del vicinato, ma non risolve il problema di fondo: la mancanza di un’attenzione professionale e strutturata per persone che, in molti casi, soffrono di gravi dipendenze e malattie mentali. Il Padre Ángel insiste sul fatto che non chiuderà le porte di San Antón. I vicini, dal canto loro, temono che la misura sia insufficiente e reclamano una risposta ferma dalle autorità civili e ecclesiastiche.

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