Vescovi degli USA approvano una Bibbia “lavata” da riferimenti all’omosessualità

Vescovi degli USA approvano una Bibbia “lavata” da riferimenti all’omosessualità

La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (USCCB) ha concesso l’imprimátur alla New Revised Standard Version Updated Edition, Catholic Edition (NRSVue-CE), il che significa che questa traduzione protestante aggiornata, criticata da anni per “edulcorare” i passaggi sulla omosessualità, è approvata per l’uso privato e lo studio da parte dei fedeli cattolici. Secondo quanto riportato da Friendship Press, braccio editoriale del Consiglio Nazionale delle Chiese di Cristo negli USA, il testo cattolico non avrà differenze con la base protestante e si trova già nell’elenco delle traduzioni approvate dalla stessa USCCB.

L’origine della controversia: “gay-washing” biblico

Le critiche risalgono al 2022 secondo quanto riportato dal portale Catholic Culture quando il biblista protestante Robert A.J. Gagnon, specialista in Scrittura e omosessualità, ha avvertito che la NRSVue sostituiva il termine greco arsenokoitai —tradotto tradizionalmente come “sodomiti”— con la vaga formula “uomini che praticano sesso illecito” (1 Cor 6,9). Per Gagnon, questo cambiamento rompe la connessione evidente tra la parola greca e la pratica omosessuale.

La traduzione ha persino incluso una nota a piè di pagina: prima “significato greco incerto” e poi “possibilmente uomini che hanno relazioni sessuali con uomini”. Nonostante ciò, il testo principale ha eliminato qualsiasi riferimento esplicito all’omosessualità. Gagnon ha denunciato che si trattava della prima traduzione moderna di grande diffusione che cancella ogni menzione del peccato omosessuale.

La manovra dei traduttori e la tiepidezza episcopale

Lo scandalo ha portato persino il Washington Times a coprire il dibattito nel 2022. Lì è emerso chiaramente che i traduttori non hanno assunto responsabilità: nessuno è stato in grado di spiegare chi avesse cambiato le frasi, come se —in parole ironiche di un analista cattolico— si trattasse del vitello d’oro che “è apparso da solo”. Più recentemente, in un’intervista, i responsabili della NRSVue hanno respinto le accuse di motivazioni ideologiche, assicurando di aver difeso le loro scelte davanti a “un organismo”, possibilmente la stessa USCCB.

Tuttavia, invece di esigere correzioni, i vescovi nordamericani hanno optato per dare il via libera, ignorando gli avvertimenti che questo testo offre una Bibbia diluita in chiave ideologica.

Il rischio di accettare traduzioni ambigue

La decisione della USCCB implica che milioni di cattolici di lingua inglese avranno accesso a un testo biblico che ammorbidisce o cancella passaggi moralmente chiari. Per critici come Gagnon e numerosi fedeli, questo rappresenta una capitolazione pastorale: in nome dell’inclusività si altera il messaggio ispirato della Sacra Scrittura.

La Chiesa insegna che l’interpretazione autentica spetta al Magistero. Con l’approvazione della NRSVue-CE senza emendamenti, i vescovi nordamericani mettono in discussione il loro dovere di custodire la Parola rivelata di fronte a pressioni culturali e correnti ideologiche.

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