«No-Communions»: la beffa secolare a un sacramento sacro in Irlanda

«No-Communions»: la beffa secolare a un sacramento sacro in Irlanda
Ciò che dovrebbe essere un giorno di grazia e incontro intimo con il Corpo di Cristo si sta trasformando in Irlanda, per alcuni, in una festa vuota dove l’unico centro è la fotografia, l’abbigliamento e il banchetto. Sotto il termine «non-Communions», genitori che non praticano la fede cattolica organizzano celebrazioni parallele alla Prima Comunione affinché i loro figli «non si sentano esclusi».In parole di un commentatore citato da The Irish Times, molti vedono la Prima Comunione unicamente come «pompa e celebrazione», dove «la cerimonia religiosa è solo un’aggiunta». Una confessione che ritrae con crudezza la perdita del senso soprannaturale del sacramento.

Critiche alla banalizzazione del sacramento

Alcuni cattolici hanno reagito con indignazione di fronte a questo svuotamento della fede. Miranda MacDonald ha scritto: «Voglio tutti i vantaggi ma non voglio lavorare per essi… che segno dei nostri tempi!». Il suo commento riflette la contraddizione di volere i simboli esterni di una celebrazione senza abbracciare la verità che questi significano: la comunione reale con Cristo.

La proposta di separare la gioia dalla fede non solo snatura la tradizione, ma genera una caricatura della vita cristiana: tenersi l’involucro vuoto e disprezzare il dono divino.

Sintomo di una secolarizzazione radicale

Ciò che un tempo fu un popolo segnato dal cattolicesimo e dai suoi martiri, oggi è terreno fertile per la secolarizzazione che trasforma i sacramenti in meri festeggiamenti di consumo. Allo stesso modo, come un po’ di tempo fa si sono diffuse le false nozze in Argentina, in cui le persone pagavano l’ingresso per celebrare una festa e si simulava il sacramento con attori.

L’ascesa delle «no-Communions» non è un aneddoto: è il segnale di una cultura che preferisce l’apparenza alla grazia e che svuota di contenuto ciò che è più sacro.

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