L’Associazione Cattolica dei Propagandisti (ACdP) e la Fundación Universitaria San Pablo CEU hanno presentato la 27ª edizione del Congresso Cattolici e Vita Pubblica, che si terrà dal 14 al 16 novembre a Madrid con il motto «Tú, Esperanza» come un invito a dirigere lo sguardo verso Dio e anche verso il prossimo: «La speranza è qualcosa a cui un cattolico non può rinunciare».
I codirettori, José Masip e María San Gil, hanno sottolineato che quest’anno l’incontro avrà una dimensione spirituale maggiore, con adorazione al Santissimo, messe solenni e confessioni durante il fine settimana.
Il poster di questa edizione mostra un mondo oscuro illuminato da un fascio di luce che illumina l’unico personaggio che porta la croce. «Portare la croce sul petto ci darà sempre la speranza per continuare il cammino verso Cristo», ha aggiunto Masip.
Parole di María San Gil: un Congresso più spirituale
La vicesegretaria generale dell’ACdP, María San Gil, ha sottolineato che, oltre ai relatori e ai tavoli rotondi di alto livello, quest’anno si è voluto rafforzare la dimensione spirituale dell’incontro:
«Il Congresso si svolge come tutti gli anni, ha relatori magnifici che già conoscete, ma a me piacerebbe evidenziare un’altra cosa, ed è che abbiamo cercato di dargli anche un punto in più di spiritualità, e quindi quest’anno inauguriamo l’esposizione al Santissimo… Avremo l’esposizione al Santissimo dal venerdì pomeriggio e tutto il sabato durante il giorno. Abbiamo chiesto ai movimenti e alle diverse realtà di accompagnarci in quelle ore di陪伴 al Signore».
San Gil ha evidenziato che l’adorazione costituisce «un punto in più, un punto di crescita anche del Congresso», poiché coinvolge movimenti e realtà ecclesiali in qualcosa di così speciale come «adorare il Signore durante tutte quelle ore in cui sarà esposto».
Ha anche indicato che le messe del venerdì e del sabato «usciranno dalla piccola cappella e si celebreranno nell’aula magna, perché l’anno scorso non ci stavamo». Inoltre, si mantengono le confessioni iniziate nell’edizione precedente, con più sacerdoti disponibili: «Crediamo che potenziare quel punto spirituale del Congresso renda tutto assolutamente rotondo».
Manifesto: speranza di fronte alla crisi culturale
Il Congresso parte dal manifesto letto da María San Gil, in cui si affronta la crisi culturale e spirituale dell’Occidente, con riferimenti a Rilke, Fabrice Hadjadj, León XIV e papa Francesco.
«La vera speranza cristiana non è uno stato d’animo passeggero né una scusa per evitare le sfide del nostro tempo, ma un invito a essere presenti più che mai nella vita pubblica», proclama il documento.
Il testo conclude con le parole di papa León XIV nella consegna dell’anello del pescatore, esortando a «non smettere di lanciare la rete per immergere la speranza del Vangelo nelle acque del mondo».
Giovani protagonisti dell’incontro
Il Congresso tornerà a dare un ruolo centrale ai giovani, che nelle edizioni precedenti hanno protagonizzato sessioni particolarmente ricordate. Per gli organizzatori, la loro partecipazione è chiave per proiettare verso il futuro il messaggio di speranza e unità che anima questa convocazione.
