La Chiesa celebra questo 29 settembre la festa di San Michele Arcangelo, capo della milizia celeste. Con essa, torna alla memoria di molti la preghiera composta dal Papa Leone XIII alla fine del XIX secolo, la cui storia continua a suscitare stupore e che il sacerdote esorcista Gabriele Amorth ha collegato direttamente a una visione.
Il momento decisivo di Leone XIII
Diversi testimoni affermano che tutto accadde il 13 ottobre 1884, dopo la Messa mattutina. Leone XIII, che era rimasto in preghiera, fu improvvisamente sopraffatto, con il volto impallidito e lo sguardo fisso su qualcosa di invisibile. Poi si ritirò frettolosamente nel suo studio, dove redasse in pochi minuti la preghiera a San Michele Arcangelo. Poco dopo ordinò la sua diffusione in tutta la Chiesa, incorporandola nel 1886 nelle cosiddette “preghiere leonine” che si recitavano alla fine della Messa.
Secondo il racconto tramandato, il Pontefice udì il diavolo sfidare Dio, assicurando che avrebbe potuto distruggere la Chiesa se gli fossero stati concessi cento anni di potere. La scena evocava l’inizio del Libro di Giobbe, dove Satana ottiene il permesso di mettere alla prova il giusto. Consapevole della gravità di ciò che aveva presenziato, Leone XIII chiese la protezione di San Michele contro le insidie del maligno.
Il legame con Fatima e l’Apocalisse
Il dettaglio della data è suggestivo: quel 13 ottobre 1884 fu esattamente 33 anni prima del grande Miracolo del Sole a Fatima, il 13 ottobre 1917, dove la Vergine Maria, descritta nell’Apocalisse come la “donna vestita di sole”, riaffermò la vittoria di Dio sul drago. Una coincidenza che molti considerano provvidenziale nella storia spirituale dell’ultimo secolo.
Due preghiere di combattimento
La più conosciuta è la versione breve, che milioni di cattolici continuano a recitare:
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta.
Sii nostro riparo contro la malvagità e le insidie del demonio.
Sottomettilo, o Dio, come umilmente ti supplichiamo!E tu, Principe delle Milizie Celesti,
armato del Potere Divino,
precipita nell’inferno Satana e tutti gli spiriti maligni
che per la perdizione delle anime,
vagano per il mondo,Amen.
Ma nel 1890, Leone XIII approvò anche una versione più estesa, pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis, in cui descrive con crudezza l’azione di Satana nel mondo: la menzogna, l’empietà, la bestemmia e la corruzione morale, che mirano a distruggere la Chiesa e a perdere le anime. In essa, il Papa chiede a San Michele di incatenare il drago infernale e di precipitarlo nell’abisso.
Oh, Glorioso Principe delle schiere celesti, San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia e nella tremenda guerra che sosteniamo contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti maligni. Vieni in aiuto dell’uomo, che Dio Onnipotente ha creato immortale, fatto a sua immagine e somiglianza, e redento a gran prezzo dalla tirannia di Satana.
Combatti oggi la battaglia del Signore, insieme agli angeli santi, come già combattesti contro Lucifero, il capo degli angeli superbi, e la sua apostata schiera, che non furono capaci di resisterti, poiché non c’era più posto per loro in Cielo. Quella crudele e antica serpente, chiamata diavolo o Satana, che seduce l’intero mondo, fu gettata nell’abisso con i suoi angeli. Ecco, questo nemico primigenio e omicida degli uomini ha ripreso coraggio. Trasformato in angelo di luce, vaga con tutta la moltitudine di spiriti maligni, invadendo la terra per cancellare il nome di Dio e di Cristo suo, per impossessarsi, uccidere e gettare nella perdizione eterna le anime destinate alla corona della gloria eterna. Questo malvagio drago riversa, come un diluvio impuro, il veleno della sua malizia sugli uomini di mente depravata e di cuore corrotto, lo spirito di menzogna, di empietà, di bestemmia, e l’alito pestilenziale di impurità e di ogni vizio e iniquità.
Questi astuti nemici hanno riempito e inebriato di fiele e di amarezza la Chiesa, sposa dell’Agnello immacolato, e hanno posto mani impure sui suoi beni più sacri. Nello stesso Luogo Santo, dove è stata eretta la Sede di San Pietro e la Cattedra della Verità come luce del mondo, hanno innalzato il trono della loro abominabile empietà, con l’empio disegno che, ferito il Pastore, le pecore si disperdano.
Alzati dunque, o Principe invincibile, porta aiuto al popolo di Dio contro gli assalti degli spiriti perduti e concedi loro la vittoria. Ti venerano come loro protettore e patrono; in te si gloria la santa Chiesa come sua difesa contro il potere maligno dell’inferno; a te ha affidato Dio le anime degli uomini affinché si stabiliscano nella beatitudine celeste. Oh, prega il Dio della pace che metta Satana sotto i nostri piedi, così vinto che non possa più tenere gli uomini schiavi né danneggiare la Chiesa. Offri le nostre preghiere alla vista dell’Altissimo, affinché presto ottengano misericordia davanti al Signore; e, vincendo il drago, la serpente antica, che è il diavolo e Satana, rendilo di nuovo prigioniero nell’abisso, affinché non seduca più le nazioni. Amen.
Attualità di una preghiera profetica
Dopo il Concilio Vaticano II, le preghiere leonine smisero di essere recitate in modo obbligatorio, ma la preghiera a San Michele non fu mai abolita. Oggi, in mezzo alla secolarizzazione e alla battaglia culturale e spirituale che attraversa l’Occidente, la sua supplica risuona con rinnovata forza.
Più di un secolo dopo, l’intuizione di Leone XIII si rivela profetica: il combattimento spirituale non è cessato, e la Chiesa continua a necessitare l’aiuto del principe della milizia celeste di fronte agli assalti del maligno.
