Il Re si è vantato del fatto che la Spagna è all’avanguardia di quell’agenda globale che svuota le culle dei figli, ma riempie i discorsi diplomatici di slogan.
E, senza quasi tempo per digerire quelle parole, la Casa Reale ha spostato la scena in Navarra, al Monastero di Leyre, pantheon dei primi re dell’antico Regno di Navarra e culla spirituale della monarchia ispanica.
Lì, Filippo VI, accompagnato dalla regina Letizia e dalla principessa Leonor —nel suo primo viaggio in Navarra come Principessa di Viana— ha reso omaggio alla tradizione, deponendo fiori davanti ai sepolcri reali mentre risuonava l’inno nazionale e i canti gregoriani.
Il contrasto non potrebbe essere più eloquente: dall’ONU al monastero, dall’applauso delle cancellerie al raccoglimento della cripta romanica.
L’arte del malabarismo
La Casa Reale ha trasformato questa tensione in un arte del malabarismo: un giorno, la Corona si presenta come campionessa delle bandiere più moderne del liberalismo globale; il successivo, come depositaria fedele dei simboli che ci ricordano la nostra continuità storica.
Una di calce e una di sabbia. Il bastone e la carezza. La muceta e la fiducia.
È questo unità? O piuttosto un miraggio ipocrita?
Nella pratica, ciò che vediamo non è tanto l’incarnazione di una sintesi quanto la sopravvivenza mediante il malabarismo: dire a ogni foro ciò che vuole sentire, e lasciare che i simboli parlino dove le parole non possono essere pronunciate.
Due messaggi, una sola Corona
La Corona rivendica così, quasi nella stessa settimana, l’aborto come diritto universale e la tradizione cattolica della Navarra come radice della nostra identità.
Un unico regno che oscilla tra l’avanguardia ideologica e la memoria sacralizzata.
Forse c’è chi lo vede come saggezza politica, altri come opportunismo. Ma ciò che non può essere negato è l’astuzia di questa Casa Reale, che cerca di sostenersi offrendo a ogni pubblico il suo proprio riflesso. Il problema dei miraggi è che la gente si stanca, il problema del malabarismo è che le palline finiscono per cadere.