Il primo vescovo scomunicato in Spagna?

Il primo vescovo scomunicato in Spagna?
La storia della Chiesa nel nostro paese potrebbe essere sul punto di registrare un fatto assolutamente inedito: avere un vescovo formalmente scomunicato e, in ogni caso, separato dalla comunione ecclesiale e in stato di peccato grave pubblico.
La causa non è minore: il progetto di legge che Andorra sta preparando per novembre e che mira a depenalizzare e sovvenzionare l’aborto. Il testo non si limita a eliminare le pene, ma stabilisce un sistema per indirizzare le donne verso cliniche abortiste in Francia e Spagna, con accompagnamento e compensazione economica. Nella pratica, una legalizzazione nascosta e finanziata con denaro pubblico.

Un vescovo come capo di Stato

La peculiarità andorrana fa sì che la gravità di questo caso superi qualsiasi precedente. Il vescovo di Urgell, Josep-Lluís Serrano Pentinat, non è solo pastore di una diocesi: è coprincipe di Andorra, capo di Stato insieme al presidente della Repubblica Francese. E in quella condizione sarà lui, con la sua firma, a sanzionare la legge che converte in “diritto” ciò che la Chiesa ha sempre condannato come crimine gravissimo.

In altre parole: l’unico vescovo del mondo con rango di capo di Stato si disporrebbe a firmare una legge abortista. E questo apre una crisi canonica e morale senza precedenti.

Scomunica automatica?

Il Codice di Diritto Canonico (c. 1398) stabilisce la scomunica automatica per coloro che procurano un aborto. Tecnicamente, la firma di una legge non rientra direttamente in quella tipificazione, poiché non si tratta di praticare né facilitare un aborto specifico, ma di legiferare. Ma la questione non finisce lì.

L’enciclica Evangelium vitae di san Giovanni Paolo II insegna con tutta chiarezza che i politici cattolici che promuovono leggi abortiste incorrono in cooperazione formale con un male gravissimo e si pongono in situazione oggettiva di peccato mortale, che li rende indegni di comunicarsi. In questo caso, parliamo di un vescovo: un successore degli apostoli che sanziona come capo di Stato ciò che la Chiesa chiama crimine abominevole.

Uno scandalo senza precedenti

La conseguenza immediata sarebbe la separazione dalla comunione ecclesiale. Serrano Pentinat non potrebbe comunicarsi, sarebbe in peccato grave pubblico e sarebbe, di fatto, un vescovo scomunicato, anche se la Santa Sede non dichiarasse ancora formalmente la pena. E quella dichiarazione potrebbe arrivare: Roma avrebbe l’obbligo di intervenire per preservare la credibilità della Chiesa nella difesa dei più indifesi, i bambini non nati.

Se questo sproposito si consuma, la Spagna (perché Serrano Pentinat è vescovo spagnolo) si troverà di fronte a un fatto che non era mai accaduto: un vescovo scomunicato, separato dalla comunione della Chiesa per aver dato il suo avallo politico all’omicidio legalizzato di innocenti.

Fino a dove può arrivare la capitolazione?

A Roma, la Segreteria di Stato parla di “equilibri istituzionali”. Nella pratica, significa guardare dall’altra parte e accettare che un vescovo firmi una legge abortista affinché non si incrinino le basi di un microstato pirenaico. Ma la Chiesa non è stata fondata per sostenere equilibri politici, bensì per salvare le anime.

Se si permette questo passo, la ferita alla credibilità sarà profonda e duratura. Perché ciò che è in gioco non è Andorra, ma la stessa voce profetica della Chiesa di fronte al potere della morte.

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