Africa Occidentale: massacro di cristiani in Niger e più di 100 chiese attaccate ogni mese in Nigeria

Africa Occidentale: massacro di cristiani in Niger e più di 100 chiese attaccate ogni mese in Nigeria

La violenza jihadista ha colpito nuovamente il Níger con una brutalità sconvolgente. Almeno 22 persone sono state assassinate il 15 settembre durante una cerimonia di battesimo nel villaggio di Takoubatt, nella regione di Tillaberi, al confine con Burkina Faso e Mali.

Secondo quanto riportato da Aciprensa, uomini armati su motociclette hanno fatto irruzione nella celebrazione, aprendo il fuoco indiscriminatamente. Secondo la BBC, 15 vittime sono morte sul luogo del battesimo e altre sette durante la fuga degli aggressori.

L’attivista per i diritti civili Maikoul Zodi ha denunciato sui social network: «Mentre la gente celebrava una cerimonia di battesimo, uomini armati hanno aperto il fuoco, seminando morte e terrore». Nel suo messaggio, ha esortato il governo a dare priorità alla sicurezza dei cittadini: «La dignità dei nigerini deve essere una priorità assoluta».

Le autorità hanno confermato l’attacco, sebbene non abbiano ancora diffuso cifre ufficiali sulle vittime. Tillaberi, epicentro della violenza, è stata teatro di continui attentati. Appena cinque giorni prima, 14 soldati nigerini sono morti in un’imboscata nella stessa regione.

Níger: insicurezza e crisi politica

Il massacro di Takoubatt riflette l’incapacità del regime militare di garantire la sicurezza dopo il golpe di Stato di luglio 2023, quando il generale Abdourahmane Tchiani ha deposto il presidente eletto Mohamed Bazoum, promettendo di restaurare la pace.

Lontano dal mantenere quella promessa, la violenza si intensifica. Il 12 settembre a Niamey è stata presentata la coalizione Cadre de Lutte contre les Dérives du Niger (CDN), composta da leader della società civile, giornalisti e giuristi. La piattaforma ha accusato il regime di fallimento assoluto nella protezione dei cittadini ed ha esortato elezioni libere, oltre alla liberazione di Bazoum e altri prigionieri politici.

Nigeria: la persecuzione contro i cristiani raggiunge livelli storici

Mentre il Níger lotta contro l’insicurezza, nella vicina Nigeria la persecuzione religiosa raggiunge cifre devastanti. Un rapporto della Sociedad Internacional para las Libertades Civiles y el Estado de Derecho (Intersociety), citato da Zenit, rivela che ogni mese vengono attaccate circa 100 chiese e che quotidianamente muoiono 32 cristiani per mano di gruppi estremisti.

Dal 2009, quando il gruppo jihadista Boko Haram ha iniziato la sua offensiva, circa 19.100 templi cristiani sono stati distrutti, saccheggiati o chiusi. «Una chiesa non si chiude da sola», ha spiegato Emeka Umeagbalasi, direttore di Intersociety. «Serve violenza, intimidazione o spargimento di sangue per svuotare una parrocchia».

Solo nei primi 220 giorni del 2025, più di 7.000 cristiani sono stati assassinati in Nigeria. Il bilancio dal 2009 sale a 185.000 morti, di cui 125.000 cristiani e 60.000 musulmani catalogati come «liberali». Inoltre, quasi 8.000 fedeli sono stati rapiti negli ultimi 16 anni.

«Quello che è accaduto a Costantinopoli si ripete in Nigeria»

Umeagbalasi avverte che la Nigeria rischia di seguire lo stesso destino di altre regioni un tempo cristiane, come l’Anatolia sotto il dominio ottomano o parti dell’Egitto dove la pressione islamista ha ridotto drasticamente le comunità cristiane: «Quello che è accaduto a Costantinopoli o Asiut si sta sviluppando in Nigeria oggi. A meno che non si prendano misure urgenti, rimarrà poco cristianesimo qui entro cinquanta o cento anni».

Il difensore dei diritti umani accusa inoltre lo Stato nigeriano di complicità nell’avanzata dell’islamismo radicale: «L’obiettivo non è più governare né riformare la Nigeria, ma costringere la nazione a sottomettersi all’ideologia radicale».

Reazioni internazionali

L’ampiezza della persecuzione inizia a generare reazioni a livello internazionale. Negli Stati Uniti, il senatore Ted Cruz ha presentato l’11 settembre la Ley de Responsabilidad por la Libertad Religiosa de Nigeria, che invita a designare la Nigeria come «Paese di Speciale Preoccupazione» e a mantenere sanzioni contro Boko Haram e ISIS-África Occidental.

«I cristiani stanno venendo giustiziati per la loro fede, costretti sotto la sharia e sottoposti a leggi sulla blasfemia», ha denunciato Cruz. «Deve esserci un costo reale per i funzionari nigeriani che permettono queste atrocità».

Per Umeagbalasi, l’iniziativa rappresenta un «incoraggiamento morale» per le comunità perseguitate, sebbene sottolinei che la legislazione non sarà sufficiente senza azioni diplomatiche, umanitarie e di sicurezza sostenute.

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