Il vescovo di Málaga, che ha appena preso possesso, indica la via al Papa Leone XIV in un’intervista su Diario Sur.
–Nella sua omelia di presa di possesso parlava del fatto che la Chiesa deve promuovere «processi di liberazione, giustizia e santità tra le persone emarginate che si trovano ai margini della società e della Chiesa». A quali persone si riferiva?
– A persone che abitualmente si sentono escluse. Mi riferisco a persone in povertà economica e a un altro tipo di persone che, per la loro situazione, potrebbero essersi sentite respinte da parte della Chiesa. Credo che la Chiesa si rivolga a tutti, all’intera umanità, all’intera società, ma se vuole rivolgersi a tutti deve tenere presente in modo particolare quelle persone che abitualmente sono state più escluse perché si sono allontanate o perché la Chiesa non le ha accolte bene.
– Le facevo questa domanda perché omosessuali e divorziati si sentono respinti e marchiati dalla Chiesa. E anche la donna continua ad avere un ruolo emarginato. Cosa ne pensa in merito?
– Credo che in quei gruppi di persone ci sia stato molto sofferenza, perché in un momento specifico, o per un lungo periodo di tempo, potrebbero aver percepito che la Chiesa non li accoglieva così come sono. Certamente quei gruppi che ha appena nominato, il collettivo omosessuale… non c’è dubbio che si debba fare tutto il possibile affinché la Chiesa e le religioni nel loro complesso non creino ulteriori motivi di sofferenza, ma aiutino ad accogliere le persone così come sono, ciascuna, come diceva Francesco, con la propria vita sulle spalle.
– Sembra chiaro che Francesco ha aperto una porta in quel senso. È stato sufficiente o non gli hanno permesso di fare tutto ciò che voleva?
– Quella domanda andrebbe rivolta a lui… Non c’è dubbio che ha aperto una porta con le famose benedizioni delle coppie omosessuali, credo che sia un cammino aperto. Col tempo si daranno altri passi, perché ciò che non può essere nella Chiesa è che ci siano persone che si credono sante e altre che consideriamo peccatrici per questioni che nemmeno loro hanno scelto.