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Trece nuevos cardenales el 5 de octubre

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1. S.E. Mons. Miguel Angel Ayuso Guixot, mccj – Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Español. De 67  años. Comboniano.

2. S.E. Mons. José Tolentino Medonça – Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Portugués, De 53 años

3. S.E. Mons. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo – Arcivescovo di Jakarta. Indonesio, de 69 años

4. S.E. Mons. Juan de la Caridad García Rodríguez – Arcivescovo di San Cristóbal de la Habana. Cubano, de 71 años.

5. S.E. Mons. Fridolin Ambongo Besungu, o.f.m. cap – Arcivescovo di Kinshasa. Congoleño, de 59 años.

6. S.E. Mons. Jean-Claude Höllerich, sj – Arcivescovo di Lussemburgo. Luxemburgués, de 61 años

7. S.E. Mons. Alvaro L. Ramazzini Imeri – Vescovo di Huehuetenamgo. Guatemalteco, de 72 años. Una de esas bromas sorprendentes que tanto gustan a Francisco al nombrar cardenales. ¡Obispo de Huehuetenango!. En el Bolletino ni saben escribir la diócesis.

8. S.E. Mons. Matteo Zuppi – Arcivescovo di Bologna. Italiano, de 63 años.

9. S.E. Mons. Cristóbal López Romero, sdb – Arcivescovo di Rabat. Español, de 67 años

10. R.P. Michael Czerny, sj – Sotto Segretario della Sezione Migranti – Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Checo, de 73 años.

Insieme ad essi unirò ai membri del Collegio Cardinalizio: due arcivescovi e un vescovo che si sono distinti per il loro servizio a la Chiesa:

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1. S.E. Mons. Michael Louis Fitzgerald – Arcivescovo Emerito di Nepte. Inglés, Padre Blanco, de 82 años

2. S.E. Mons. Sigitas Tamkevicius, sj – Arcivescovo Emerito di Kaunas. Lituano, de 80 años

3. S.E. Mons. Eugenio Dal Corso, psdp – Vescovo Emerito di Benguela. Italiano, obispo emérito de Benguela en Angola. No identifico la congregación psdp. De 80 años.

Preghiamo per i nuovi Cardinali, affinché, confermando la loro adesione a Cristo, mi aiutino nel mio ministero di Vescovo di Roma per il bene di tutto il Santo Popolo fedele di Dio.

Diez de ellos con voto en Cónclave y dos españoles,uno de los  cuales, salesiiano, ambos con voto. Tres jesuitas, dos de ellos electores.

No me gustan nada el portugués Tolentino, el jesuita Czerny y el italiano Zuppi  y poco el salesiano español.

https://infovaticana.com/2019/09/01/el-cura-que-no-quiere-a-la-iglesia-de-20-siglos/

Brevi cenni biografici dei Cardinali che saranno creati

 

S.E. Mons. Miguel Angel Ayuso Guixot, mccj – Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso

È nato a Sevilla (Spagna), il 17 giugno 1952.

Il 2 maggio 1980 ha emesso la professione perpetua nell’Istituto dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù.

È stato ordinato sacerdote il 20 settembre 1980 ed ha esercitato il ministero missionario in Egitto e Sudan fino al 2002.

Ha conseguito la licenza in studi Arabi ed Islamistica (P.I.S.A.I. Roma, 1982) e il dottorato in teologia dogmatica (Università di Granada, 2000).

Dal 1989 è stato professore di islamologia prima a Khartoum, poi al Cairo e, quindi, al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica, dove ha in seguito ricoperto, fino al 2012, l’ufficio di Preside.

Ha presieduto vari incontri di dialogo interreligioso in Africa (Egitto, Sudan, Kenya, Etiopia e Mozambico).

Il 30 giugno 2012 il Santo Padre Benedetto XVI lo ha nominato Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Nominato da Papa Francesco vescovo titolare di Luperciana, è stato consacrato nel marzo del 2016.

Lo scorso 25 di maggio è stato nominato Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Ha pubblicato libri e articoli in riviste internazionali.

Conosce, oltre la lingua madre spagnola, l’arabo, l’inglese, il francese e l’italiano.

 

S.E. Mons. José Tolentino Calaça de Medonça – Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa

 

È nato a Madeira (Portogallo) il 15 dicembre 1965.

È stato ordinato Sacerdote per la Diocesi di Funchal (Madeira) il 28 luglio 1990.

Ha conseguito la Licenza in Teologia presso l’Universidade Católica Portuguesa a Lisbona nel 1989; e la Licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico a Roma nel 1992.

Ha ottenuto il Dottorato in Teologia Biblica presso l’Universidade Católica Portuguesa a Lisbona nel 2004.

Docente presso il Seminario Diocesano di Funchal.

Rettore del Pontificio Collegio Portoghese a Roma.

Vice Rettore e Docente dell’Universidade Católica Portuguesa a Lisbona.

Docente Invitato presso le Università Cattoliche di Pernambuco e Rio de Janeiro; e presso la Facoltà di Filosofia e Teologia di Belo Horizonte (Brasile).

Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura dal 2011.

Ha pubblicato numerosi volumi e articoli in ambito teologico ed esegetico, oltre a varie opere poetiche.

Il 26 giugno 2018 il Papa Francesco lo ha nominato Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa elevandolo in pari tempo alla sede titolare vescovile di Suava, con dignità di Arcivescovo.

 

S.E. Mons. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo – Arcivescovo di Jakarta (Indonesia).

Di origine giavanese, del clero di Semarang, è nato il 9 luglio 1950 a Sedayn ed è stato ordinato sacerdote il 26 gennaio 1976.

Nominato Arcivescovo di Semarang il 21 aprile 1997, è stato trasferito a Jakarta come Coadiutore il 25 luglio 2009, succedendo per coadiutoria il 28 giugno 2010.

Dal 2 gennaio 2006 è anche Ordinario Militare in Indonesia. È il primo Arcivescovo di Jakarta proveniente dal clero diocesano.

Ha conseguito la Laura in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Urbaniana nel 1981. Prima della sua nomina episcopale, è stato docente di Sacra Scrittura e Rettore della Pontificia Facoltà di Teologia Wedabakti di Yogyakarta. È attualmente membro della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Il Presule è Presidente della Conferenza Episcopale dell’Indonesia.

 

S.E. Mons. Juan de la Caridad García Rodríguez – Arcivescovo di San Cristóbal de la Habana (Cuba)

È nato a Camagüey l’11 luglio 1948. Ha compiuto gli studi filosofici e teologici nel Seminario di San Basilio de El Cobre e nel Seminario Maggiore San Carlos y San Ambrosio di La Habana.

È stato ordinato sacerdote il 25 gennaio 1972.

Ha esercitato dapprima il ministero sacerdotale nella parrocchia di Morón ed in quella di Ciego de Avila. È stato Parroco di Jatibonico e di Morón e Vicario per la pastorale dell’allora Vicaría di Ciego-Morón.

Nel 1989 è stato nominato Parroco di Florida e anche fondatore e Direttore della Scuola per missionari della diocesi di Camagüey.

Il 15 marzo 1997 è stato nominato Vescovo titolare di Gummi di Proconsolare e Ausiliare di Camagüey, ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 7 giugno successivo.

Il 10 giugno 2002 è stato nominato Arcivescovo di Camagüey.

Il 26 aprile 2016 il Papa Francesco lo ha nominato Arcivescovo Metropolita di San Cristóbal de La Habana.

 

S.E. Mons. Fridolin Ambongo Besungu, o.f.m. cap. – Arcivescovo di Kinshasa (Congo)

È nato il 24 gennaio 1960 a Boto, Diocesi di Molegbe. Dopo aver frequentato i corsi di Filosofia nel Seminario di Bwamanda e di Teologia presso l’Istituto Saint Eugène de Mazenod, ha emesso la prima professione nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1981 e quella perpetua nel 1987. È stato ordinato sacerdote il 14 agosto 1988. Ha conseguito la Laurea in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana.

Dopo l’ordinazione sacerdotale è stato parroco a Bobito (1988-1989), Professore presso l’Università Cattolica di Kinshasa; Superiore Maggiore, Vice-Provinciale dei Padri Cappuccini della Vice-Provincia nella Repubblica Democratica del Congo, Presidente Nazionale dell’Assemblea dei Superiori Maggiori (ASUMA) e della Circoscrizione dei Frati Minori Cappuccini in Africa (CONCAU).

Eletto Vescovo di Bokungu-Ikela, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 6 marzo 2005. È stato, inoltre, Amministratore Apostolico di Kole, Presidente della Commissione episcopale «Giustizia e Pace», e Amministratore Apostolico di Mbandaka-Bikoro, prima di essere nominato Arcivescovo della medesima Arcidiocesi il 12 novembre 2016.

Dal giugno 2016 è Vice-Presidente della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO).

Il 6 di febbraio 2018 il Santo Padre Francesco lo ha nominato Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Kinshasa. Il primo novembre 2018 assume l’incarico di Arcivescovo titolare della medesima.

 

S.E. Mons. Jean-Claude Höllerich, sj – Arcivescovo di Lussemburgo (Lussemburgo)

È nato il 9 agosto 1958 a Differdange, nel granducato del Lussemburgo. Dopo gli studi secondari nel Liceo Classico di Diekirch, ha cominciato la sua formazione al sacerdozio diocesano a Roma, dove alloggiava nel Pontificio Collegio Germano-Ungarico e studiava alla Gregoriana. Nel 1981, è entrato nella Compagnia di Gesù e ha seguito la formazione dei Gesuiti della Provincia del Belgio meridionale e del Lussemburgo. Dopo il noviziato a Namur e due anni di tirocinio pastorale a Lussemburgo (1983-1985), è partito per il Giappone dove ha fatto gli studi di lingua e cultura giapponese e ha ripreso lo studio della teologia alla Sophia University di Tokyo (1985-1989). Ha terminato la teologia a Francoforte (Germania) con la licenza.

Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 21 aprile 1990 per la compagnia di Gesù. Dopo l’ordinazione ha compiuto gli studi di lingua e letteratura tedesca alla Ludwig-Maximilians Universität di Monaco di Baviera, terminati con la licenza (1990-1994).

Ha ricoperto i seguenti incarichi: tirocinio pastorale presso la Jeunesse étudiante Chrétienne a Lussemburgo e presso le Communautés Vie Chrétienne, Insegnante nel liceo francese Vauban di Lussemburgo (1983-1985); Accompagnatore spirituale dei seminaristi durante l’anno propedeutico al Seminario Maggiore di Lussemburgo e Responsabile della pastorale vocazionale (1990-1994). Dal 1994, è Insegnante delle lingue tedesca e francese, e degli studi europei alla Sophia University di Tokyo, e dal 1999, Cappellano degli studenti della medesima Università. Inoltre dal 2008, è Rettore della comunità dei Gesuiti alla Sophia University e Vice-Rettore della medesima Università per gli Affari Generali e Studenteschi. E’ stato anche Delegato della Conferenza Episcopale Giapponese per la preparazione e la partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia nel 2005.

Il 12 luglio 2011 il Papa Benedetto XVI lo ha nominato Arcivescovo di Lussemburgo (Granducato del Lussemburgo).

 

S.E. Mons. Alvaro L. Ramazzini Imeri – Vescovo di Huehuetenamgo (Guatemala)

È nato a Ciudad de Guatemala il 16 luglio 1947 ed è stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1971, per l’arcidiocesi di Guatemala.

Ha conseguito il Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. È stato Professore e Rettore del Seminario Maggiore Nazionale di Guatemala e Parroco di una delle parrocchie più grandi dell’arcidiocesi di Guatemala.

Il 15 dicembre 1988 è stato nominato Vescovo di San Marcos ed ha ricevuto la consacrazione episcopale a Roma da san Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1989.

Ha ricoperto molti incarichi nella Conferenza Episcopale di Guatemala – della quale è stato Presidente dal 2006 al 2008 – e attualmente presiede la Commissione per le Comunicazioni Sociali e la Commissione per la Pastorale Penitenziaria.

Ha partecipato all’Assemblea del CELAM in Aparecida nel 2007 e all’Assemblea Speciale per l’America del Sinodo dei Vescovi nel 1997.

Il 14 di maggio 2012 il Papa Benedetto XVI lo ha nominato Vescovo di Huehuetenango.

 

S.E. Mons. Matteo Zuppi – Arcivescovo di Bologna (Italia)

È nato a Roma l’11 ottobre 1955; è entrato nel Seminario di Palestrina e ha seguito i corsi di preparazione al sacerdozio all’Università Lateranense, dove ha conseguito il baccellierato in Teologia. Si è laureato, inoltre, in Lettere e Filosofia all’Università di Roma.

È stato ordinato presbitero per la diocesi di Palestrina il 9 maggio 1981 ed incardinato a Roma il 15 novembre 1988.

Nel 2006 è stato insignito del titolo di Cappellano di Sua Santità.

Ha svolto i seguenti incarichi: Rettore della Chiesa di S. Croce alla Lungara dal 1983 al 2012; Membro del Consiglio Presbiterale dal 1995 al 2012; Vice Parroco di Santa Maria in Trastevere dal 1981 al 2000; dal 2000 al 2010 ne è divenuto Parroco; dal 2005 al 2010 Prefetto della III Prefettura di Roma; dal 2000 al 2012 Assistente Ecclesiastico Generale della Comunità di Sant’Egidio; dal 2010 al 2012 Parroco della parrocchia dei SS. Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela e dal 2011 al 2012 Prefetto della XVII Prefettura di Roma. È, inoltre, autore di alcune pubblicazioni di carattere pastorale.

Nominato Vescovo titolare di Villanova e Ausiliare di Roma il 31 gennaio 2012, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 14 aprile dello stesso anno.

Il 27 di ottobre de 2015 il Papa Francesco lo ha nominato Arcivescovo metropolita di Bologna.

 

S.E. Mons. Cristóbal López Romero, sdb – Arcivescovo di Rabat (Marocco)

È nato il 19 maggio 1952 a Vélez-Rubio Diocesi di Almeria Spagna.
È entrato nella Famiglia Salesiana nel 1964. Dopo aver completato gli studi secondari nel Seminario Salesiano di Gerona, è entrato nel Seminario Salesiano di Barcellona, dove ha studiato la Filosofia (1973-1975) e la Teologia (1975-1979). Ha ottenuto una Licenza in Scienze dell’Informazione, sezione Giornalismo, presso l’Università Autonoma di Barcellona (1982).

Ha emesso la prima professione il 16 agosto 1968 e la professione solenne il 2 agosto 1974. È stato ordinato sacerdote il 19 maggio 1979.

Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi 1979-1984 Ministero in favore degli emarginati nel La Verneda, a Barcellona; 1984-1986: Pastorale giovanile nel Collegio Salesiano di Asunción (Paraguay); 1986-1992: Delegato provinciale della pastorale giovanile vocazionale ad Asunción; 1991-1992: Direttore del Bollettino Salesiano ad Asunción; 1992-1994: Parroco ad Asunción; 1994-2000: Provinciale della Provincia Salesiana del Paraguay; 2000-2002: Direttore della Comunità, della pastorale e docente nel Collegio di Asunción; 2002-2003: Ministero nelle Missioni in Paraguay; 2003-2011: Direttore della Comunità, della pastorale parrocchiale e scolastica nel Centro di formazione professionale a Kénitra, Marocco; 2011-2014: Provinciale della Provincia Salesiana di Bolivia; dal 2014: Provinciale della Provincia Salesiana di María Auxiliadora in Spagna.

Il 29 dicembre 2017 il Papa Francesco lo ha nominato Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Rabat.

 

R.P. Michael Czerny, sj – Sotto Segretario della Sezione Migranti – Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

È nato nell’allora Cecoslovacchia nel 1946 ed ha fatto il suo ingresso nella Compagnia di Gesù nel 1963.

Nel 1973 è stato ordinato Sacerdote per la Provincia Canadese dei Gesuiti. Nel 1978 ha conseguito il dottorato in Studi Interdisciplinari presso l’Università di Chicago.

Nel 1979, a Toronto, ha fondato il Centro dei Gesuiti per la Fede e la Giustizia Sociale e lo ha diretto fino al 1989 quando, in seguito all’uccisione dei Gesuiti presso la Central American University (UCA), si è trasferito in San Salvador dove, nel 1991 ha ricoperto l’incarico di Vice-Rettore dell’UCA e Direttore dell’Istituto per i Diritti Umani del medesimo Centro.

Dal 1992 al 2002 ha svolto il ruolo di Segretario per la Giustizia Sociale presso la Curia Generalizia della Compagnia di Gesù e, successivamente, ha operato in Africa in qualità di fondatore e Direttore dell’African Jesuit AIDS Network (AJAN), Rete di sostegno ai gesuiti africani impegnati a dare risposte alla pandemia dell’HIV/AIDS.

Dal 2005 ha insegnato all’Hekima College, presso la Catholic University of Eastern Africa di Nairobi, collaborando con la Conferenza Episcopale del Kenya.

Nel 2009, Papa Benedetto XVI lo ha nominato adiutor (esperto) al Secondo del Sinodo dei Vescovi per l’Africa.

Dal 2010 è Consulente presso il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

Lo scorso 14 dicembre 2016 il Papa Francesco lo ha nominato Sotto-Segretario della Sezione del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale che si occupa specificamente di quanto concerne i profughi e migranti (Cfr. Statuto, Art.1, § 4).

Nell’ottobre 2018 è stato Membro del Sinodo dei giovani e, nel 2019, Segretario speciale del Sinodo per la regione pan-amazzonica.

 

S.E. Mons. Michael Louis Fitzgerald – Arcivescovo Emerito di Nepte

È nato in Walsall il 17 agosto 1937. Nel 1950 entra nella Congregazione dei Missionari d’Africa (Padri bianchi) ed è stato ordinato sacerdote il 3 febbraio 1961.

Il 22 gennaio 1987 è stato nominato Segretario dell’allora Segretariato per i non cristiani, chiamato dal 1988 Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Il 16 dicembre 1991 è nominato Vescovo titolare di Nepte e riceve la consacrazione episcopale il 6 gennaio 1992.

Il 1º ottobre 2002 fu nominato Presidente del medesimo Pontificio Consiglio e di conseguenza viene elevato ad Arcivescovo.

Il 23 novembre 2002 il Papa Giovanni Paolo II lo nomina Membro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; nel 2004 lo nomina Membro del Pontificio Consiglio della Cultura.

Il 15 febbraio 2006, il Papa Benedetto XVI lo nomina Nunzio Apostolico in Egitto fino alla rinuncia presentata per limiti d’età nel 2012.

 

S.E. Mons. Sigitas Tamkevicius sj – Arcivescovo Emerito di Kaunas

È nato il 7 novembre 1938 a Gudonys (regione di Lazdijai).

È stato ordinato sacerdote il 18 aprile 1962.

Ha compiuto diversi incarichi come vicario parrocchiale de Alytus, Lazdijai, Kudirkos, Naumiestis, Prieani, Simmas. Nel 1968 entra alla Compagnia di Gesù.

Nel 1983 è stato arrestato e ha trascorso 10 anni nei campi di lavoro di Perm e Mordovia per propaganda ed agitazione anti sovietica

Nel 1988 fu esiliato in Siberia fino alla sua liberazione.

Nel 1990 è nominato Rettore del Seminario Interdiocesano de Kaunas.

Il 19 maggio 1991 è stato consacrato Vescovo ausiliare di Kaunas fino al 1996 quando diviene Arcivescovo della medesima.

La sua consacrazione episcopale è stata il 19 maggio 1991.

Dal 1999 al 2002 e dal 2005 al 2014 l’Arcivescovo è stato nominato Presidente della Conferenza Episcopale di Lituania. Nel periodo 2002-2005 ne è stato nominato Vice-Presidente.

Il 11 luglio 2015, Papa Francesco ha accettato la rinuncia come Arcivescovo, presentata per limiti d’età.

 

S.E. Mons. Eugenio Dal Corso, psdp – Vescovo Emerito di Benguela

È nato il 16 maggio 1939. I suoi genitori dopo che ebbe completata la scuola lo mandarono a completare gli studi all’Istituto don Calabria. Nel corso di tali studi decise di diventare missionario.

Dopo la sua ordinazione sacerdotale (17 luglio 1963) venne inviato a Roma per completar gli studi di teologia dogmatica, dedicandosi anche alla vita pastorale nella parrocchia di Madonna di Campagna (Verona) e poi a Napoli.

Nel 1975 comincia la sua vita missionaria: la prima destinazione fu l’Argentina, a Laferrere provincia di Buenos Aires. Qui rimasse undici anni fino ad essere trasferito in Africa; a Luanda, in Angola, dove si impegnò a fianco delle popolazioni più deboli.

Il 15 dicembre 1995 è stato nominato Vescovo coadiutore di Saurino fino al 15 gennaio 1997 quando divenne Vescovo titolare della medesima.

Il 12 febbraio 2008 è nominato Vescovo di Benguela, fino al 26 marzo 2018 quando presenta rinuncia per limiti d’età.

91 comentarios en “Trece nuevos cardenales el 5 de octubre
  1. También llama la atención que el Papa haya lanzado un mensaje tan desagradable al Papa Benedicto XVI creando cardenal a Msgr. Fitzgerald. Este arzobispo británico le dió, como bien saben, muchos problemas al Papa y por eso se le mandó a Egipto de nuncio. Además, es miembro de una Sociedad de Vida Apostólica en ruinas. No sé qué mérito habrán hecho para tener un cardenal. Como se ha comentado hay religiosos que crecen y que no cuentan con ninguno -verbitas, por ejemplo. Aunque indiscutiblemente lo que más me sorprende son las ausencias. No entiendo como Msgr. Martin y Msgr. Aupetit no han entrado. No sé si el Papa pensará que da igual Luxemburgo que Francia pero supongo que Msgr. Hollerich no contará como cardenal francés para el Papa. Los franceses perdieron un elector el año pasado con el fallecimiento del Cardenal Tauran. Además, el Papa podría haber creado cardenal al arzobispo de París como gesto tras la desgracia del mes de abril. Pues no, y eso que muchos creíamos lo contrario porque le ha nombrado miembro de muchos dicasterios. Tampoco entra Msgr. Gregory y se decía que iba a hacerlo porque Washington es la única sede en la que todos sus titulares han sido cardenales. A ver si va a ser él el primero que no lo es. Este año el Cardenal O’Brien dejó de ser elector y el año que viene el Cardenal Wuerl. Ni por esas. Pero el caso de Irlanda es más flagrante si cabe: no tendrían elector en un futuro Cónclave. Msgr. Martin no hubiera sido bueno pero es el primado de Irlanda. El Papa parece confiar en él. Fue el año pasado -alguien ha hecho mención a los viajes; ya ven la importancia que le dió a éste en concreto- y aún así menosprecia a la Iglesia irlandesa. Tampoco entra Msgr. Gregory y se decía que iba a hacerlo porque Washington es la única sede en la que todos sus titulares han sido cardenales. A ver si va a ser él el primero que no lo es. Este año el Cardenal O’Brien dejó de ser elector y el año que viene el Cardenal Wuerl. Ni por esas. Me he extendido demasiado: un Consistorio más decepcionante y triste que los anteriores si cabe.

    Como en las películas:
    Lo bueno: Msgr. Gregory, Msgr. Paglia y, por otros motivos, Msgr. Jedrazewski se quedan fuera.
    Lo malo: todo lo demás.

    1. no creo que todos los nuevos cardenales sean malos. desde luego que unos que son espantosos, como mendoca, el salesiano lopez, y tal vez zuppi. el resto de los neocardenales no son ni fa ni fu, por ende en el proximo conclave seran como vicente, iran a donde diga la gente. sobre el neocardenal höllerich, es de destacar su pregrinacion al santuario mariano de lourdes acompañado de varios fieles, y eso, creo yo, habla muy bien de el, ya que los progres por lo general desprecian las peregrinaciones que catalogan como algo carca.

      por cierto, si bergoglio hubiese querido hacer un consistorio de cardenales bien progre hasta la nausea , habria nombrado como cardenales al trucho fernandez, al progay robert mcleroy (obispo de san diego), al tambien progay josé Vera López (obispo de saltillo) al corruptor y corrupto heiner koch (arzobispo de berlin), a vicenzo paglia, y a bruno forte.

  2. Con el guatemalteco y el emérito de Angola se incorporan dos obispos más de diócesis muy pequeñas al Colegio de Cardenales y ninguno bueno. El primero es un representante de ese episcopado más preocupado por el medio ambiente que por evitar que sus fieles se hagan protestantes. El segundo un religioso de escasa talla tan conocido como el de Xai-Xai en Mozambique que creó el Papa en su segundo consistorio. Y de nuevo el Papa vuelve a menospreciar y a dejar de lado a la Iglesia de la Europa del Este, tan grande. Crea a dos cardenales de la Europa del Este y el primer residencial, sí, pero éste no tiene derecho a voto y el otro, como ya pasó con el Cardenal Krajewski en el caso de Polonia, es un curial cercano al Papa. De nuevo se margina a la Iglesia en esos países. Aunque todavía es motivo de alegría que el de Cracovia no haya entrado con su historial.

  3. Lo del responsable de los Archivos Secretos Vaticanos es de aurora boreal: ahora mismo Portugal cuenta con tres cardenales electores. No creo que haya tenido tantos en su historia -y todos de ese nivel tan bajo, especialmente los dos últimos. El anterior no fue creado, como se contó en un libro reciente, porque Msgr. Bruguès tuvo un enfrentamiento con el Papa cuando era Secretario de la Congregación para la Educacion Católica por el actual arzobispo de La Plata y la UCA. No obstante, no creía que Portugal tuviera tres cardenales electores y todos creados por el mismo Papa. El anterior obispo de la diócesis del Santuario de la Virgen de Fátima. Además de dos jesuitas irrelevantes y también muy peligrosos en un futuro Cónclave, el de Rabat pasará a ser el noveno salesiano del Colegio de Cardenales. La influencia del Cardenal Maradiaga es más que patente.

  4. Saludos. Sorprende, y mucho, este consistorio. Los únicos nombramientos que no sorprenden son los de Msgr. Ambongo, Msgr. García Rodríguez y Msgr. Zuppi. Los primeros estaban cantados porque el Cardenal Monsengwo dejará en octubre de eser elector y fue miembro del Consejo de Cardenales y su sucesor, como bien recuerda Pincho, fue promovido con insistencia por este Papa -en 2016 a Mbanda-Bikoro y menos de dos años más tarde a Kinsasha- y el segundo era obligado porque Cuba no tiene representación en el Colegio de Cardenales desde julio; el último mucho ha tardado siendo uno de los hombres de referencia del Papa en el episcopado italiano -raro sería si el año que viene no sucede al Cardenal Bassetti en la presidencia de la CEI. No obstante, el resto resulta desconcertante: sorprende en primer lugar que cree cardenal a un Presidente de un Pontificio Consejo cuando no lo había hecho hasta la fecha y, más aún, ¡a un Subsecretario! No creo que haya precedentes al respecto. El arzobispo de Yakarta llama como poco la atención porque su predecesor todavía forma parte del Colegio de Cardenales. Siendo Indonesia tan poco representativa para la Iglesia no entiendo que cuente con dos cardenales. Un país cercano, Filipinas, de mayoría católica, cuenta solamente con tres y solo el Cardenal Tagle es elector. Creía que con la pérdida de voto del Cardenal Quevedo el Papa crearía a un cardenal filipino -sobre todo teniendo en cuenta que esa Iglesia está tan maltratada por el presidente de ese país- pero no: mi gozo en un pozo.

  5. En cualquier caso, y contra lo que piensa el editor de Rorate Caeli, el futuro no es del progresismo eclesial. Estamos ante el canto del cisne de una generación que ha llegado demasiado tarde a detentar el mando que siempre ambicionó. Que disfruten ahora de su borrachera de poder con toda la prepotencia que quieran. En veinte años todos muertos, y la mil veces maldita Compañía correrá la suerte de los jerónimos. Porque las generaciones que vienen son de otro paño.

  6. Aunque esta es una consideración menor, pero me duele que el arzobispo de mi ciudad, Sevilla, que creo un hombre dd Dios, siga sin ser cardenal y ahora nombre a un sevillano, Ayuso, en vez de a él. Sé que es un detalle menor, pero, ¿no es como una bofetada a Asenjo (que es, no un arzobispo «brillante» ni «figurón», pero.. un gran creyente)..?

    1. No se preocupe, lo mismo que pasa en Sevilla pasa en otras sedes cardenalicias históricas como Turín, Venecia o Toledo y en otras no tan históricas pero de bastante tradición cardenalicia como Cebú, Los Ángeles, Filadelfia o San Salvador de Bahía donde sus prelados no son lo suficientemente francisquitas. Por lo demás la bofetada puede ser aún peor para Asenjo como se les ocurra nombrarle arzobispo coadjutor con drecho a sucesión al recién electo cardenal de Rabat, que es de Almería y antiguo rector de la provincia salesiana de Sevilla. Sería una reedición de la jugarreta que le hizo Rouco a Amigo , pero ahora en la dirección contraria. No me extrañaría nada, así se las gastan.

    2. Si se piensa bien, guardar tal consideración al ordinario de una diócesis impediría nombrar cardenal alguno, ni siquiera de lugares remotos. No se podría nombrar un cardenal groenlandés porque Groenlandia tiene un obispo, que no es otro que el de Copenhague. No se podría crear un cardenal mongol porque toda Mongolia está sujeta a un obispo, el prefecto de Ulanbataar. ¿Es una bofetada nombrar cardenal al romano Zuppi porque Roma tiene otro obispo? ¿Nombrar al almeriense de Rabat es una bofetada para Mr. González Montes? Nombrar a un sevillano -por ser cabeza de dicasterio, no por ser sevillano- nada afecta al arzobispo de Sevilla. Si don Juan José se duele, que no sabemos, más será por la rebaja de categoría de Sevilla que por su posición personal. Hay otros casos, en cambio, en que la decepción está más que justificada: patriarcas y primados que contra la más sólida tradición son ignorados -Venecia, Toledo, Baltimore-; arzobispos que ven cómo su sucesor recién llegado logra la púrpura que a ellos se les negó (Bruselas); ocupantes de la sede más antigua e importante del país que ven que la púrpura se confiere al obispo de una diócesis menos significativa, o incluso a su auxiliar (San Salvador); obispos sin tacha y cargados de años y méritos que ven cómo la birreta es conferida, aunque sea en la ancianidad, a obispos cuyo único haber conocido es el de haber regido diócesis mínimas y periféricas…

      1. Sí, si en general estoy de acuerdo con usted. Ya dije que era un detalle menor. Incluso puede que a Don Juan José NO le haya dolido, y más bien me arrepiento de lanzar esa idea, como poniéndolo por envidioso cuando más bien creo que es un hombre lleno de virtudes. La que me ha dolido es a mí… Y lo de Venecia, Los Angeles (un gran obispo allí, además), me duele también

      2. Lo de Sevilla es exactamente igual que lo de Toledo o Venecia.El actual arzobispo va a ser el primero desde 1824 que no es cardenal ( hubo albguno que no lo fue pero porque murió durante el trámite de la toma de posesión) Y no es lo mismo que a un obispo de Dinamarca le nombren un cardenal de Groenlandia sin serlo él que a un Patriarca de Venecia o a un Arzobispo de Sevilla le nombren un cardenal de su localidad sin él serlo. Es una humillación para el prelado y para la archidiócesis.

  7. Por default,
    Son todos basura.

    La explicacion, la dio Groucho Marx.

    Yo nunca aceptaria ser Socio de un Club que me aceptase a mi como Socio.

    Ninguna persona con un minimo de autoestima, de fe y dignidad personal aceptaria un nombramiento de este… hombre

  8. Llama la atención la falta de diversidad. ¿Cuántos de éstos cardenales están ligados al activismo? ¿Y cuántos a Sant’Egidio?

    Llama la atención Zuppi: ligado a Sant’Egidio, admirador del difunto Caffarra, llegó a escribir el prefacio de una compilación de sus mejores textos. Por lo visto también era «amigo de FSSP», habiendo aprendido a celebrar el Vetus Ordo con ellos en Roma. Lo dice ‘Church Militant’, que celebrarba por ese motivo su llegada a Bolonia. Aun así, se le nota la vena activista/alternativa, con la farsa de entrega de armas (que no contaba con el respaldo de la Santa Sede) o con su designacion como miembro del Consejo Pontificio de la Juventud. Cuando fue nombrado, no dudó en pegar un fuerte tirón de orejas a la pastoral juvenil (y supingo que en general).

    1. No. Pero parece que ha nombrado un cardenal in pectore. Según todos los indicios se trata del padre Ángel, aunque tampoco se descarta a Sor Lucía Caram ( Duram)

  9. Se me olvidaba un dato. El Angelus de ayer. sufrió un retrtaso de una media hora, porque Francisco Bergoglio quedó atrapado en un ascensor, y tuvieron que rescatarlo los Bomberos. Hasta la misma técnica se rebeló contra el Padre Jorge, oponiéndose al anuncio de los nuevos cardenales. Qué lástima, no se hubiera quedado allí metido cuarenta días y cuarenta noches, a oscuras, sin agua, y sin luz: hubiera salido al cabo de este tiempo, calentito, mas suave que un guante, y sin ganas de seguir adelante con la destrucción de la Iglesia. Habría sido, sin duda, la experiencia mas provechosa de su repajolera vida.

  10. Ya tenemos mas cardenales LGTB HYJKLMÑOPQRST……… Ahí está la prenda de José Tolentino Mendonça, que los lugareños de Madeira, le dijeron que se marchara de la isla voluntariamente o lo echaban al mar y que se lo comieran los tiburones; no había un solo mozuelo al que este miserable no le hubiera tirado los tejos para llevárselo al huerto. Los padres estaban hartos de las quejas de sus hijos, y le invitaron a largarse de allí. Y otro cardenal Rosa, destacado es el de Bolonia, el tal Zuppi. Ya con ser amigo y muy amigo del canalla de James Martin, está todo dicho. Francisco Bergoglio, está satisfecho de su labor destructora y demoledora que, implacable, sigue adelante. Yo, personalmente, sigo implorando a diario: Ven, Señor Jesús, y ven pronto.

  11. Dice La Croix que se ha pretendido institucionalizar una Iglesia abierta y dialogante.
    Zuppi es sobrino nieto del Cardenal Confalonieri, Decano del Colegio Cardenalicio y oficiante de las exequias del Siervo de Dios Juan Pablo I, ceremonia en que le temblaba ostentosamente la mano derecha. Pero, también pertenece a la Comunidad de San Egidio y es de lo peor. Dicen que Bolonia representa el centro de las inquietudes sociales de Italia.
    El Checo, es hijo de emigrantes de la antigua Checoslovaquia a Canadá. Por eso tiene la nacionalidad canadiense.
    El congoleño colaboró en el derrocamiento de Kabila, pero los nuevos gobernantes no tuvieron en cuenta las condiciones que él había establecido, y parece que mantiene un enfrentamiento con el nuevo materife del Congo.
    Hollerich, representa la mano tendida al diálogo con una Europa con crisis de identidad.
    En ese intento de promocionar congregaciones en crisis, es curiosa la ausencia de algún nombramiento de órdenes antiguas y con retativa buena salud tras su crisis. Los benedictinos, tras el fiasco que supuso la promoción de Groer en Viena, y tras la muerte del Cardenal Mayer, llevan casi veinte años sin ningún cardenal, y eso no había ocurrido nunca. A pesar de las crisis de la Congregación de Subiaco, en Francia, los de Solesmes, Le Barroux y su filial, las Congregaciones alemanas, austríacas y las de Estados Unidos gozan de muy buena salud. El Abad Primado, Gregory Polan, revitalizó la abadía de Conception en Estados Unidos, atrayendo a la misma muchas vocaciones monásticas. El Padre Jeremias Schröder, Presidente de la Congregación de Santa Otilia, es un monje muy preparado, equilibrado y con gran proyección pastoral y misionera.Esa omisión es ya clamorosa.
    Los dominicos tienen a los Cardenales Schönborn en Viena, y Duka en Praga. En Suiza está el Padre Morerod, gran tomista, como obispo de Friburgo. Sería una excelente promoción. Parece que Bergoglio tiene una especial propensión a lo peor.

    https://www.la-croix.com/JournalV2/10-nouveaux-cardinaux-electeurs-2019-09-02-1101044576

  12. Para los euskaldunes no es nada difícil pronunciar Kodithuwakku Kankanamalage con el Janakaratne por delante. Más complicado es Gaintxurizketa y sin embargo se pronuncia por los euskaltzales sin nada de se le lengua la traba. Claro que Francisco no es vasco francés ni vasco español ni siquiera oriundo con ese apellido Bergoglio, pero todo se andará porque el presidente de la Comunidad Autónoma de Vasconia ha saludado a Francisco hace un par de días y se han prometido colaborar en el tema de los migrantes. Y si Francisco se aviene puede ser declarado hijo adoptivo o predilecto o mismamente protector del País Vasco como en su día se le declaró a Eugenia de Montijo la esposa de Napoleón III, así como al hijo de entrambos hijo de naturaleza vizcaína porque Eugenia estaba emparentada con una Erice esposa del marqués de Cubas que reconstruyó el fantástico Castillo de Butrón y fue el que trazó el primer proyecto de la Catedral de La Almudena en cuya cripta ambos esposos esperan la Parusía.
    Detalles que parecen carecer de actualidad pero tengamos en cuenta que el Hotel du Palais en Biarritz donde se reunieron los jefes de Gobierno G7 a finales de este pasado agosto había sido la Villa Eugenia, agrandada, que Napoleón III había hecho edificar para su esposa y por donde pasó toda la nobleza europea incluida la todopoderosa británica Reina Victoria y la Emperatriz Sissi en días de esplendor y dominio demócrata-despótico ilustrado.
    Sic transit: También ocurrirá con los cardenalicios francisquitas como el Tolentino, el hombre poeta portugués, bibliotecario vaticano arzobispo súbito como premio a sus conferencias cuaresmales del pasado año a la Corte papal presidida por el propio Francisco que ahora lo asciende a la púrpura de más altos vuelos de cardenal elector o quién sabe si elegido aunque el tapado sea Tagle.
    Si acaso téngase en cuenta que este Tolentino Calaça de Mendonça es un intelectual que está de acuerdo con la teosofía empoderdante de la monja-médica-teósofa Lucía Forcades profesa de las benedictinas de Monserrat que junto con Arcadio Oliveres es promotora del movimiento independentista Proceso Constituyente en Cataluña. Licenciad en medicina por la Universidad de Barcelona se fue a especializar en Medicina Interna durante cinco años en la Universidad Pública de Nueva York y dos años después obtuvo un máster en teología protestante en la Universidad de Harvard que hubo de convalidar con una licenciatura por la Universidad Catalana de San Cugat sobre Teología Fundamental y la tesina «La Trinidad, hoy»; se doctoró en Salud Pública con una tesis sobre medicinas alternativas de donde parece que salió convencida de las virtualidades milagreras del dióxido de cloro con el que pretendía tratar hasta a los enfermos de Ébola arremetiendo contra las compañías farmacéuticas y las vacunas; publicó el libro «La teología feminista en la historia» como teología feminista crítica dentro de la teología de la liberación.Y por fin pidió una exclaustración temporal, concedida por el Vaticano y su obispo, para presentarse a concejal sin dejar de ser monja y poder volver al convento cuando le parezca.Contando con los parabienes de la Sociedad Europea de Teólogas de la que es tesorera.
    Pues por estas vías, descatolizadoras en principio, se puede otear que van a ir las insistencias y las protecciones del Tolentino francisquita para aumentar la aceleración profana de las pastorales desacralizadas aunque se vistan de seda y púrpura con egidios riccardianos por medio.
    Por otra parte hay tres arrupitas igualmente ascendidos, uno luxemburgués niponizado y otro checo patrono de migrantes y DSECRETARIO ESPECIAL para el SINODO DE LA AMAZONÍA-Vaticano III en sus efectos , más el lituano Temkevicius que no guarda rencores contra los comunistas soviéticos ecuménicos que lo mandaron a Siberia a diferencia de nuestros revanchistas rojos que la tienen jurada contra el cadáver del Generalísimo Franco que lo fue.
    Así que más madera a la caldera con los otros ascendidos de relleno.

      1. En efecto: no creo que García sea peor que Ortega ni que el Besugo (Besungu) sea peor que Pasinya, el cual hizo campiña electoral en el cónclave en favor de Sotana Blanca.Eso no significa que me entusiasmen.Y, desde luego, Czerny, el Porculizador y Zuppi son de lo peor de la Iglesia.

  13. Zuppi es otro de los que se fotografían en los medios con la cruz pectoral arrestada en el bolsillo de la camisa. En su caso, ya ves tú: para no ofender a la ETA cuando se prestó de monigote internacional supervisor de una de sus falsas entregas de armas.

    1. Si hablamos restrictivamente; si nos ceñimos a los tiempos recientes, me parece que por ahora Francisco y Juan Pablo II van empatados. Pero si no nos ponemos puristas y creemos que los valencianos, aragoneses, catalanes y castellanos de hace cinco siglos ya eran españoles, Alejandro VI gana por goleada.

  14. Lo que no entiendo es el seguir aún con la cifra de 120 cardenales, regulada por Pablo V en 1975 con la Romano Pontífice Eligendo
    Con el hotel Santa Marta ya no hay premura en los espacios del cónclave

    1. pero afortunadamente los progres a duras penas tienen 1 o 2 candidatos que pudieran ser considerados papabiles en el proximo conclave como el chino tagle y schonborn. por ende los progres la tienen bastante complicada para el proximo conclave.

  15. No se haga ilusiones. Al menos si resultara verdad lo que, ciertamente cargando las tintas, dice «Rorate caeli»: The passion of the Church will last for many decades more. And Francis will never resign. Not only that, the Puppeteers will leave him in a coma «creating cardinals» for years, if that is what it takes to completely remake the College of Cardinals.» Dicho en román paladino, que el ala liberal tendrá al Papa como una marioneta creando hornadas de cardenales de su cuerda hasta que la mayoría liberal del Colegio sea del todo irrefragable.

    1. en teoria lo que afirma el sitio Rorate caeli es cierto, pero en la practica eso es bastante complicado, ya que bergoglio mismo tiene una peronalidad bastante tiranica y por ende no va a permitir que nadie lo convierta en titere de sus intereses.

  16. Sabemos que el nombramiento de cardenal es una decisión personal del Papa pero está manera creación de un subsecretario es tomar el pelo a la propia designación
    Que la iglesia es universal lo tenemos muy claro pero ese universo también está en Venecia, París y Toledo
    Como sevillano me alegro por mi cuidad en cuanto a Ayudo y me entristece lo de Don Juan José Asenjo un prelado valiente, firme y decidido.
    Cómo sevillano me alegro

    1. ¿ Y si Ayuso o el de Rabat, que también ha vivido en Sevilla, uno de los dos fuese el sucesor de Asenjo? Tendría gracia que Asenjo hubiese sucedido a un prelado venido de Marruecos y a él lo sucediese otro también venido de Marruecos.

      1. Pues no sé si a los sevillanos nos haría mucha gracia. Pero en caso de que así fuere, esperemos que esta vez el experimento salga mejor, porque el primero venido de Marruecos, también religioso, fue un fracaso y, al mismo tiempo, una tragedia.

      2. Pues no sé si a los sevillanos nos haría mucha gracia. Pero en caso de que así fuere, esperemos que esta vez el experimento salga mejor, porque el primero venido de Marruecos, también religioso, fue un fracaso y, al mismo tiempo, una tragedia.

  17. Yo confieso que me extraña que no haya esperado a la promulgación de la constitución para la reforma de la Curia. Pensaba que esperaría.
    Como siempre, son casi más significativas las omisiones que los capelos otorgados. Ya lo han apuntado otros comentaristas: ni EEUU, ni Alemania, ni Francia, ni Irlanda, ni Polonia, ni China, ni Galantino, ni Paglia, ni Tucho, ni Celli, ni Iannone, ni Fisichella… pero tampoco Venecia, Turín, Palermo… Ni Milán, aunque bien puede ser porque el cardenal Scola conserva aún sus derechos electorales, costumbre que en general Francisco está respetando. En general, porque ya sé que se la ha saltado en algún caso.
    Varios de los promovidos son bastante jóvenes. Y a mi parecer se confirma cierta tendencia de Francisco a incluir siempre a algún obispo con el que se ha encontrado en sus viajes.
    Lo de Ambongo lo pronosticó el comentarista Aitor en este blog en enero, aduciendo que Bergoglio ha demostrado un curioso interés en promocionar a este prelado africano. Y acertó.
    Lo de Zuppi, el del pasteleo con ETA, el telonero del ex-abad comunista y abortista Franzoni, el de la secta egidiana, me parece un auténtico horror. Y lo de Tolentino, que si Dios no lo remedia tiene por delante casi treinta años de cardenalato, es para salir corriendo. Ya no por si tiene tales o cuales inclinaciones, que también, sino por las imbecilidades y las cursiladas que escribe. El nivel del colegio, cada vez más bajo. Y se supone que de aquí tendrá que salir el próximo papa.
    Ya no es de esperar otro consistorio para la creación de cardenales hasta la segunda mitad de 2021, dentro de dos años. Este puede ser perfectamente el penúltimo consistorio del pontificado de Francisco. O el antepenúltimo, habida cuenta de que en 2022 pierden sus derechos electorales unos cuantos cardenales.

    1. Salvo fallecimientos prontos e inesperados, 128. Hay en este momento 118 electores y el Papa ha creado 10 (rebasando en 8 el «numerus clausus», sin cláusula «peo hac vice» que valga»). Eso sí, nada más producirse el consistorio el número empezará a disminuir: solo en octubre llegarán a octogenarios cuatro cardenales. Pero para volver a 120 habrá que esperar a noviembre de 2020 en que los cumplirá Wuerl.

        1. Difícil lo tiene, claro. Pero la pregunta era cuántos cardenales electores habrá el 5, no cuántos podrán asistir al próximo cónclave (que por otra parte no tenemos nadie ni idea de cuándo se producirá).

          1. En ese caso, ciertamente, 118. Por otra parte, tampoco hay constancia de si habrá algún otro cardenal impedido de participar, sea por su estado de salud o por otros motivos.

    1. Totalmente de acuerdo, como si Sotana Blanca se empeñara en ir contra la realidad.Será un cónclave, cuando toque, lleno de miembros de congregaciones en descomposición.

  18. El filoterrorista y el negrito zumbón del Distrito Federal se quedan sin capelo.La República Dominicana se queda sin voto.Irlanda, lo mismo.Alemania, ninguneada; los países eslavos, ídem.África y Asia reciben sólo lo justito para ir tirando.El Pajas, sin capelo.El Galante Galantino, ídem de lienzo.Triunfa Spain, pero no sé si por el bien de la Iglesia o al revés.

      1. Para nada olvidado. Al doctor en besos JMB le dio alas pero cortas, a propósito. Ya lo usó para redactar AL, le pagó y hasta allí llegó su amor. El olfato de llámame Jorge le dice que el Tucho no es tonto y darle alas largas no conviene. Puede volverse en contra. Siempre conviene rodearse de mediocres utilizables que no hagan sombre en el futuro.

    1. Pese a ello, «Rorate caeli» comenta: «They are, without a doubt, the most liberal group of Cardinal-Electors ever assembled. At least two of them are widely known in Roman Circles for their «gay» preferences (and the word «gay» is used here advisedly, to include the whole homosexual «gay culture» mentioned by Benedict XVI in his 2005 document on seminarians to be avoided), as well as 2 liberal Jesuits. Even those explicitly non-liberal, as the Abp. of Kinshasa, were chosen probably due to their extreme proximity with the German Church and the concerns of the German bishops».

      1. Rorate caeli, sin quitarle credito alguno, como sitio tradicionalista tiene cierta tendencia a generalizar y a ser severo con obispos no tradicionalistas.

        1. Domine, salva nos. Perimus. Señor, sálvanos, que perecemos.
          Hemos retrocedido siglos. Entre Alejandro VI, que nunca erró en doctrina y defendió los derechos de la Iglesia, y en sus devaneos, procedió de modo acorde con la ley natural, y Bergoglio, me quedo con el primero.

    1. Ya vendrá. Desde la secta neo-paradigmática se escuchan voces paritarias que proponen nombrar purpuradas.

      Y en cuanto a la velocidad de ascenso, nada todavía es comparable a la de Peña Parra. Las redes homosexuales que denunciara el valiente Viganó son especialistas en cohetes que ponen en órbita a los amigos. El lanzador es JMB.

  19. «Secretum…» dice que el «salesiano español» en Rabat tiene nacionalidad paraguaya. Y por lo que he leído no sé dónde el jesuita curial eslovaco tiene nacionalidad canadiense.

  20. Teóricamente, cuatro son hombres de Su Wojtilidad, ke los hizo prelados: García, Fitzgerald, Tamkevicius y Dal Corso.Otra cosa es que sean buenos o malos.No lo sé.

      1. Le digo lo mismo: que nadie sabe con certeza si se equivoca o si acierta hasta que pasa el tiempo.Esto es como cocinar: usted no sabe si las lentejas quedarán bien o mal hasta que están cocinadas.

      2. En puridad, quien hizo Sustituto a Montini fue, ya en diciembre de 1937, Pío XI. Pío XII ciertamente lo (man)tuvo. Pero controlado (es bien sabido que Pío XII decía no quería colaboradores sino ejecutores) y bloqueado durante años hasta que en 1952 lo ascendió: pero no a Secretario de Estado sino a Pro-Secretario de Estado, compartiendo el cargo además con Tardini (este se ocupó de los Asuntos Extraordinarios y Montini de los Asuntos ordinarios). Dos años después Montini fue promovido por fin a arzobispo, pero muchos sostienen que no fue un premio sino el modo con el que Ottaviani y los curiales conservadores se quitaron de enmedio al que tenían por un peligroso liberal. Montini fue ciertamente n.º 2 formal durante años (todo el mundo sabe que no hubo secretario de Estado a partir de la muerte de Maglione en 1944), pero posiblemente las auténticas manos derechas de Pío XII fueran otras, unas muy discretas, y otras como Spellman más bien poco.

  21. La lista que le han hecho al Papa, transcrita por don Francisco, contiene una pifia gorda. No me refiero a poner Medonça por Mendonça, o Huehuetenamgo por Huehuetenango sino a un error de concepto. Malo es que el Papa no tenga el rigor conceptual suficiente para apercibirse a simple vista. Pero mucho peor es que quienes en la Secretaría de Estado hayan preparado la lista no sepan distinguir un arzobispo emérito de un arzobispo titular (que es lo que sigue siendo Fitzgerald). Por otra parte, S.S. podría hacer un mínimo esfuerzo de ensayar antes su parlamento para no hacer patente los líos que se hace con algunos nombres. Comprendo que hay que tomarse la molestia de averiguar previamente cómo se pronuncia el apellido del neocardenal indonesio. Pero ¿de verdad el Papa no sabe cómo se pronuncia el nombre de la capital del país, que es bien sencillo y conocido? Por fortuna para él, todavía es pronto para hacer cardenal al nuevo secretario de Diálogo Interreligioso, cargo en que ha sucedido al neocardenal Ayuso. Es indio y se llama Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage. Como para pronunciarlo urbi et orbe.

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