El Congreso de EEUU vota a favor de otorgar la residencia al pequeño Charlie

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Un comité de la Cámara de Representantes ha aprobado una enmienda que otorga Charlie Gard y a su familia la residencia legal y permanente para que el bebé pueda recibir un tratamiento en Estados Unidos tal y como piden sus padres. 

Un comité de la Cámara de Representantes de Estados Unidos ha votado a favor de otorgar al bebé británico Charlie Gard la residencia legal y permanente para que el pequeño pueda recibir un tratamiento experimental en el país.

Según informa CNN, la enmienda para otorgar la residencia al pequeño Charlie y a sus padres, Chris Gard y Connie Yates, fue aprobada por unanimidad este martes en la Comisión de Asignaciones de la Cámara de Representantes, aunque aún es necesario el voto favorable de la Cámara y el Senado para que el proyecto de ley salga adelante.

En un comunicado, la congresista Jaime Herrera Beutler, responsable de la presentación de la enmienda, informa de su aprobación y defiende su causa: «Tenemos una increíble oportunidad de salvar la vida de un niño. Esta enmienda aceleraría el proceso y facilitaría el camino para que Charlie pueda recibir tratamiento médico en Estados Unidos».

Asimismo, el congresista Jeff Fortenberry publicó en su cuenta de Twitter: «Acabamos de aprobar una enmienda que otorga a Charlie Gard y a la familia estatus de residente permanente, así que Charlie puede conseguir el tratamiento médico que necesita».

A pesar de esta medida del Congreso estadounidense, fuentes legales consultadas por Daily Mail afirman que el futuro de Charlie depende de la Corte Suprema y que no importa qué pasaporte tenga. El pasado viernes, el juez británico que lleva su caso dejó claro que sería ilegal que el niño fuera a Estados Unidos sin su consentimiento.

Charlie, que tiene una enfermedad genética rara, permanece en el hospital pediátrico Great Ormond Street mientras continúa la batalla judicial que enfrenta a sus padres, que piden que el pequeño reciba un tratamiento en Estados Unidos, y a los médicos que le atienden, que han solicitado que se le retire el soporte vital y se le administren cuidados paliativos.

Esta semana, el bebé de 11 meses ha sido examinado por el neurólogo estadounidense Michio Hirano, especialista en miopatías y enfermedades mitocondriales del Centro Médico de la Universidad de Columbia, en Nueva York.

Hirano ha ofrecido a los padres del bebé administrar un tratamiento experimental y, según informan Independent y Daily Mail, ha pasado más de cinco horas tratando de convencer a los médicos junto con un experto de un hospital del Vaticano.

Según recoge Daily Mail, la pasada noche, la madre de Charlie, Connie Yates, reveló que iban a realizar más pruebas al bebé para decidir si está en condiciones de someterse a un tratamiento experimental. «Nuestro precioso bebé está estable. Estamos a su lado y estamos haciendo lo correcto para que se exploren todas las opciones de tratamiento», ha defendido.

Cuando estén terminados los informes médicos, el juez del Tribunal Superior Nicholas Francis celebrará más vistas para escuchar los argumentos de las partes, antes de decidir si mantiene su dictamen del pasado abril, favorable al hospital londinense, o si autoriza la petición de traslado de los padres.

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Comentarios
7 comentarios en “El Congreso de EEUU vota a favor de otorgar la residencia al pequeño Charlie
  1. ¿Es qué los ciudadanos británicos libres, que no han cometido ningún delito, no tienen libertad para emigrar a otro país que les acoge y les otorga la residencia legal y permanente? . Porque si a esta familia no la dejan irse a EEUU, entonces tenía toda la razón el padre de Charlie, cuando dijo que el bebé está secuestrado.

  2. La reacción mundial que ha producido el caso de Charlie, demuestra que en el corazón del hombre todavía existe sitio para la compasión. Si realmente la gente pudiera comprender que cuando se realiza un aborto se mata también a un niño, un niño no nacido más pequeñito y que se hace con un tremendo dolor para él ¡cuánto se arrepentirían de haberlo consentido y que pronto se volvería a prohibir!.

  3. GENIAL! si sus padres lo quieren y consideran que es lo mejor pues para adelante como los de alicante…aunque no se ningunee que uno de los tratamientos para este niño procede de médicos españoles. Si ese niño sale adelante, y Dios lo quiera, nos dará sopas con onda a más de uno….

  4. La Nuova Bússola Quotidiana. Charlie cittadino Usa: messaggio importante
    di Ermes Dovico
    20-07-2017 AA+A++
    Martedì, negli Stati Uniti, è arrivato il via libera da una commissione della Camera per concedere la residenza permanente a Charlie Gard e ai suoi genitori Chris e Connie, nella speranza che questa mossa sia il preludio a un eventuale trasferimento per provare il trattamento sperimentale. La proposta è passata all’unanimità, con la votazione di un emendamento presentato dalla repubblicana Jaime Herrera Beutler nell’ambito di un progetto di legge più vasto su immigrazione e sicurezza nazionale. Si tratta perciò solo di un passaggio preliminare, che per diventare effettivo necessiterà dell’approvazione sia dell’aula della Camera che del Senato. Se il progetto di legge contenente l’emendamento della Beutler dovesse passare, Charlie e i suoi genitori potranno acquisire appunto lo status di residenti permanenti e ottenere perciò la cosiddetta green card, che è rinnovabile dopo dieci anni e dà il diritto di risiedere e lavorare negli Usa (con qualche limitazione, legata a ragioni di sicurezza, per alcuni tipi di lavoro).

    Non è stata quindi concessa la cittadinanza, come alcuni giornali hanno erroneamente riportato, perché prima bisogna ottenere la green card e poi devono passare almeno cinque anni affinché uno straniero, che vive in modo permanente negli Stati Uniti, possa fare richiesta per diventare cittadino americano. E, giova ripeterlo, siamo ancora nella fase precedente all’approvazione da parte dei due rami del Congresso, mentre parte della stampa britannica e – a ruota – quella italiana aveva creduto che la proposta favorevole alla famiglia Gard fosse già legge, probabilmente perché tratta in inganno da un tweet del repubblicano Jeff Fortenberry in cui non si specificava il passaggio in commissione.

    Detto questo, dagli Usa è arrivato un segnale politico importante e va detto che l’emendamento della Beutler non è stato l’unico atto a difesa di Charlie, visto che nei giorni scorsi altri membri del partito repubblicano hanno presentato progetti di legge indipendenti con lo stesso fine, oltre a una risoluzione con cui si incoraggiano i tribunali del Regno Unito a rispettare la libertà di cura del piccolo di undici mesi. Chiaramente, per quanto da mesi si stia commettendo un’enorme ingiustizia nei confronti di Charlie e dei suoi genitori, la concessione della green card in sé non sbloccherebbe la situazione, poiché per liberare il bambino dal Great Ormond Street Hospital e consentirgli di provare il trattamento sperimentale negli Stati Uniti o altrove rimane decisivo il ruolo delle corti britanniche. Così ha spiegato il giudice Nicholas Francis nell’udienza di venerdì 14, chiarendo che avrebbe accolto con favore ogni accordo tra le parti ma rivendicando che per il trasferimento di Charlie serve una sua autorizzazione. Al di là delle differenti interpretazioni legali, è ovvio che il benestare al trasferimento potrebbe arrivare molto più facilmente se il Gosh abbandonasse la sua richiesta oltranzista di staccare il supporto vitale, che ha di fatto avviato la battaglia giudiziaria contro i genitori.

    Il segnale proveniente dagli Stati Uniti, che fa seguito all’offerta del dottor Michio Hirano di curare Charlie e alla stessa disponibilità del presidente Trump a fare il possibile per aiutarlo, serve comunque a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e potrebbe facilitare un accordo in direzione del suo vero miglior interesse, ossia vivere. Come ha spiegato la Beutler, l’emendamento “è per mandare un messaggio. Se il Regno Unito dovesse decidere di liberare questo bambino, noi lo accoglieremmo a braccia aperte. Questo emendamento velocizzerebbe il processo, darebbe un taglio alla burocrazia, e faciliterebbe Charlie a ricevere il trattamento sperimentale negli Usa che i suoi genitori e gli specialisti credono valga la pena provare”.

    Nel frattempo, il Daily Mail ha rivelato che l’incontro con l’esperto del Bambin Gesù e Hirano non ha convinto i dottori del Gosh a cambiare idea. Connie e Chris hanno diffuso una foto, scattata venerdì, in cui Charlie sembra guardare verso un giocattolo, un fatto che secondo i genitori smentirebbe quanto sostenuto fin qui dai medici sulla cecità del bambino e che è uno degli assunti, assieme al danno cerebrale e alla presunta sordità, su cui si basa la richiesta di staccare la spina. Anche se così fosse, non sarebbe certo una giustificazione valida per porre fine a una vita umana. Insomma, la battaglia di Charlie continua.

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